Il “Manifesto per una nuova economia” guida i lavori della terza conferenza internazionale “Renaissance in Economics”, ospitata oggi e domani dall’Università di Roma Tor Vergata e dall’Università Roma Tre. Due giornate dedicate a rimettere al centro il senso dell’economia oltre i soli indicatori, con il coinvolgimento di accademici, rappresentanti istituzionali e organizzazioni del mondo economico e sociale, chiamati a confrontarsi su crisi climatica, disuguaglianze e transizione tecnologica.
Renaissance in Economics a Roma
Nel cuore dell’ateneo romano prende forma un confronto che mira a fornire strumenti e metriche aggiornate per leggere le trasformazioni in atto. Il percorso proposto dal Manifesto privilegia una visione integrata, dove valore economico, impatto sociale e tutela ambientale si tengono insieme. Il programma, articolato tra sessioni plenarie e momenti di dibattito, valorizza il contributo della comunità scientifica internazionale e delle realtà impegnate nello sviluppo dei territori.
La cornice istituzionale
Ad aprire il congresso è stato il saluto del Rettore di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, che ha sottolineato l’importanza di portare il tema dell’economia sociale e civile in università. Ha spiegato a margine. “Sono molto importanti momenti come questo, perché consentono di poter introdurre il tema dell'economia sociale e civile all'interno delle università. Credo che su questi temi un coinvolgimento generale possa avere un ruolo molto importante, sia introducendo nuovi elementi di riflessione, sia attraverso momenti comuni attraverso i quali condividere questo tipo di riflessione con docenti, studenti e tutta la società civile”.
Presente per Roma Capitale l’assessora alle Attività produttive e Pari opportunità Monica Lucarelli, che ha richiamato il nesso tra formazione e sostenibilità nelle scelte pubbliche e private. Ha affermato. “Qualunque conferenza che porti a un confronto su un nuovo modo di vedere l'economia in linea con i tempi che corrono, con la sostenibilità che deve essere sempre di più al centro delle scelte politiche e quindi anche delle scelte della formazione, sarà sempre estremamente importante. Il fatto di trovarsi a confronto con un progetto che vede tanti professori, professoresse e tanti ragazzi che sono parte del progetto è fondamentale, perché solo attraverso la partecipazione e il confronto che sia anche intergenerazionale si può arrivare a dettare delle linee che siano adeguate ai tempi che oramai vanno veloci e che richiedono sempre di più un'attenzione sullo sviluppo dei territori che però sia sostenibile. E questo si può fare solamente se al centro di tutte le politiche e di tutte le scelte ci sono le persone”.
Il confronto sul Manifesto
La sessione plenaria di apertura, dedicata alla “Discussione del manifesto”, ha visto l’intervento di Leonardo Becchetti, professore di Economia Politica a Roma Tor Vergata e co-fondatore di NeXt Economia. Ha dichiarato in plenaria. “La nostra missione precisa è quella di unire i generativi nel mondo accademico, economico e imprenditoriale per sconfiggere una falsa narrazione. Oggi si parla solo degli alberi che cadono, dello stretto di Hormuz, delle terre rare. Invece c'è una foresta che cresce. La comunità scientifica in 2000 anni ha aumentato di 536 miliardi di anni la vita media felice, gli anni di vita media felice nel mondo. E quindi noi vogliamo far presente questa capacità di creare intelligenza relazionale, di far vincere l'intelligenza relazionale, con un manifesto nel rinascimento economico fondato su pilastri rappresentati da una visione di persona, di impresa, diverse, generative, che creano ricchezza di senso, valore economico, valore sociale e ambientale. Nuovi indicatori per misurare la realtà e soprattutto la cittadinanza attiva, perché la democrazia si salva e si tutela se non chiediamo alle persone solo di andare a votare, ma di partecipare e di contribuire alla creazione di valore”.