Roma si prepara a ospitare un momento di rilievo nazionale per il confronto tra fedi. Martedì 25 giugno, dopo un percorso condiviso di tre anni, i responsabili delle religioni presenti in Italia sottoscriveranno un Patto per dare continuità e prospettiva al lavoro congiunto riconosciuto come “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”. L’iniziativa intende valorizzare il contributo delle comunità religiose alla coesione sociale e alla convivenza civile, in un quadro di collaborazione stabile e riconoscibile.
Un patto per il dialogo
La firma del documento conclude un percorso interreligioso volto a rafforzare la presenza responsabile delle fedi nello spazio pubblico. Il Patto sancisce l’ufficialità di un’esperienza maturata nel tempo e orientata a promuovere ascolto reciproco, rispetto delle differenze e iniziative comuni per il bene della collettività. La scelta di rendere pubblico e condiviso l’impegno nasce dalla volontà di offrire strumenti concreti per una collaborazione duratura, aperta e riconoscibile a livello nazionale.
I soggetti firmatari
A firmare il documento saranno: Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai; Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í d’Italia; Sikhi Sewa Society; Istituto Tevere; Confederazione Islamica Italiana; Comunità Religiosa Islamica Italiana; Assemblea dei Rabbini d’Italia; Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia; Centro Islamico culturale d’Italia; Unione delle Comunità Islamiche d’Italia; Unione Induista Italiana; Unione delle Comunità Ebraiche Italiane; Conferenza Episcopale Italiana; Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia; Unione Buddhista Italiana. L’ampia adesione testimonia l’impegno trasversale delle principali realtà religiose presenti nel Paese.
Appuntamento a Roma
La cerimonia della firma si terrà dalle ore 9.30, a Roma, presso l’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis. La scelta della capitale e di un luogo simbolico evidenzia la dimensione pubblica dell’impegno assunto e la volontà di radicarlo in un contesto accessibile e riconosciuto. L’evento rappresenta un passaggio formale per dare continuità a progetti condivisi e per consolidare un metodo di dialogo che metta al centro la responsabilità sociale delle comunità di fede.