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Ref a Roma: nuove creazioni, focus Germania e Fiandre, programmi per famiglie

Ref a Roma: nuove creazioni, focus Germania e Fiandre, programmi per famiglie

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Roma conferma il suo ruolo di punto di riferimento per le arti sceniche con il ReF, che anche quest'anno pone al centro la creazione nazionale e un ampio respiro internazionale. In programma sfilano a Roma figure di primo piano come Giorgina Pi, Marta Cuscunà, Pietro Giannini, Silvia Costa, Giacomo Bisordi insieme a Fabrizio Sinisi e Marco D’Agostin con Marta Ciappina. Accanto a loro, il progetto "Heimat" dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio d’Amico" con Thom Luz, Ersan Mondtag, Fabiana Iacozzilli, Leonardo Lidi e Leonardo Manzan. Il quadro si completa con il rinnovato Ultra Ref, di stanza al Mattatoio, e con il programma dedicato alle nuove generazioni Ref Kids & Family.

Una stagione guidata dalle creazioni nazionali

La presenza della creazione nazionale resta elemento cardine del festival, con una costellazione di artisti che confermano la vitalità della scena italiana. A Roma si avvicendano nomi affermati e nuovi sguardi, in un contesto che privilegia qualità, ricerca e dialogo con il pubblico. Il progetto "Heimat" dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica "Silvio d’Amico" si inserisce in questo percorso, riunendo registe e registi come Thom Luz, Ersan Mondtag, Fabiana Iacozzilli, Leonardo Lidi e Leonardo Manzan, a testimonianza di un confronto aperto e produttivo fra formazione, professione e sperimentazione.

Sguardo internazionale: focus sulla scena tedesca

Tra i progetti speciali spicca il focus sulla scena tedesca, promosso nell’ambito delle celebrazioni per i 75 anni della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con ambasciata di Germania, Accademia Tedesca Roma – Villa Massimo e Goethe-Institut, a conferma di un asse culturale che unisce Roma e il contesto europeo in un dialogo continuo. Nel suo saluto iniziale l’ambasciatore della Repubblica Federale di Germania Thomas Bagger ha dichiarato che "il 2026 per noi tedeschi e italiani è un anno molto speciale. Celebriamo insieme i 75 anni dalla ripresa delle nostre relazioni diplomatiche. Un 'percorso straordinario', come l’ha definito il presidente Mattarella lo scorso novembre nel suo discorso dinanzi al Bundestag tedesco, che ha reso un contributo fondamentale all’unificazione dell’Europa, un luogo come pochi altri al mondo, dove ognuno può realizzarsi liberamente seguendo i propri talenti e le proprie inclinazioni".

Il richiamo all’Europa e alla circolazione delle idee si traduce qui in una vetrina che valorizza l’innovazione scenica, le estetiche contemporanee e le collaborazioni transnazionali. La cornice romana rende questo focus tedesco un momento di rilievo per il pubblico e per gli operatori, con l’obiettivo di favorire nuove connessioni e di rafforzare la dimensione internazionale del festival.

La scena fiamminga e il legame con Parigi

Accanto al percorso dedicato alla Germania, il festival presenta anche un approfondimento sulla scena fiamminga, parte della rinnovata partnership triennale per il 2026-2028 con Flanders State of the Art. L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni per i Settant’anni di gemellaggio esclusivo Roma-Parigi, tracciando un ulteriore asse culturale che guarda al futuro e mette in relazione pratiche, linguaggi e comunità artistiche. Roma si conferma così piattaforma privilegiata per lo scambio tra capitali e regioni europee, con una programmazione che sa unire memoria, visione e prossimità territoriale.

Innovazione e rischio: il ruolo di Ultra Ref al Mattatoio

La vocazione del festival all’innovazione trova nel programma "Ultra Ref" un presidio stabile. Di stanza al Mattatoio, il progetto rafforza una linea curatoriale che privilegia il rischio, l'ibridazione dei linguaggi e la ricerca di nuove forme di contatto con il pubblico. In questo spazio si consolidano pratiche sperimentali, processi di creazione aperti e formati capaci di intercettare sensibilità e immaginari emergenti, con particolare attenzione al contesto urbano di Roma e alla sua comunità di spettatrici e spettatori.