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Reati in danno di minori: sono 680 solo nel 2024. Il dato è in aumento

Reati in danno di minori: sono 680 solo nel 2024. Il dato è in aumento

680 reati in danno di minori commessi nel 2024 in Lazio. Un dato che è in aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Le vittime, per lo più, sono di genere femminile, pari al 53% del totale.

Solamente all’idea, viene da rabbrividire. Un numero, quel 680, che identifica un dato su cui porre l’attenzione. I dati che hanno portato a quel numero sono stati elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale, e resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes nella Sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri – alla presenza del Ministro per lo sport e i giovani on. Andrea Abodi e del Direttore del Servizio Analisi Criminale Antonio Basilicata – in occasione della presentazione del Dossier indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2025 e in vista della Giornata internazionale delle bambine (11 ottobre).

L’andamento di cui si parla è superiore alla crescita nazionale che con 7.204 reati a danno dei minori, segna un aumento annuale del 4%.

Nel Lazio, le vittime sono prevalentemente di genere femminile. La prevalenza femminile è particolarmente evidente nei reati a sfondo sessuale: 90% nei reati di violenza sessuale e negli atti sessuali con minorenni, 89% per la violenza sessuale aggravata, 75% nella detenzione di materiale pornografico e 67% nella pornografia minorile.

Invece, i maltrattamenti in famiglia sono la fattispecie di reato con più casi, con un totale di 286 casi, in aumento del 38% rispetto al 2023.

I dati evidenziano un altro particolare: l’inconsueto balzo degli omicidi volontari consumati. Da anni il dato era in diminuzione – di pari passo con il calo degli omicidi nel nostro Paese - nel 2024 si arriva a 21 casi, con un aumento del 75%. Il dato, però, viene accompagnato da un’informazione più precisa, ossia quella che riguarda il genere: l’omicidio volontario è uno dei reati che ha una componente con netta prevalenza maschile con il 76% dei casi che ha come vittime bambini e ragazzi.

Reati in danno dei minori: un fenomeno complesso

“Il fenomeno dei reati in danno dei minori, in ogni loro forma, è molto complesso. Occorre porre la massima attenzione non solo nella prevenzione e nel contrasto, ma anche ai più piccoli segnali indicatori di violenza.” Afferma il Generale Antonio Basilicata, Direttore Servizio Analisi Criminale della direzione centrale della Polizia Criminale “Di strategica rilevanza risultano essere anche l’accoglienza e il supporto alle vittime, nonché la realizzazione di campagne informative volte ad accrescere la consapevolezza di tutti e a rimuovere gli ostacoli socio-culturali in cui la violenza trova terreno fertile.”

«I dati sui reati a danno di minorenni di quest’anno sembrano, purtroppo, mostrare una maggiore fragilità del tessuto sociale – ha dichiarato Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes un allentamento dei vincoli morali fino alla rottura di alcuni taboo sociali e un crescente ritorno di fiamma di quella cultura patriarcale che, lungi dall’essere mai definitivamente sconfitta in questo Paese, sembra piuttosto riappropriarsi pericolosamente di spazi di “legittimità sociale” che sono poi lo stesso luogo di coltura della violenza di genere e nei confronti dei minorenni. Non possiamo più rimanere a guardare. Servono azioni rapide, concertate e integrate, che agiscano in maniera organica sia sugli aspetti culturali che su quelli normativi di contrasto alla violenza e alla violenza di genere. A chiedercelo sono soprattutto loro, le vittime di questa ondata di violenza che rischia di diventare, sempre di più, un’epidemia.»

Dati che fanno riflettere, come dicevamo, ma di fronte ai quali Terre des Hommes rilancia il valore dello sport come luogo di crescita, prevenzione e rispetto. Durante l’evento, al cospetto del Ministro per lo Sport, la Fondazione ha presentato il progetto Sport4Rights, co-progettato insieme a Fondazione EOS – Edison Orizzonte Sociale e Specchio Magico. L’idea è quella di promuove il benessere, la sicurezza e l'inclusività dei minorenni nel contesto sportivo.

Lo sport è un bene comune, un linguaggio universale che accompagna milioni di ragazzi e ragazze nel loro percorso di crescita. Eppure oggi il 30% dei giovani abbandona precocemente l’attività sportiva anche a causa di contesti discriminatori ancora troppo frequenti, rinunciando al proprio benessere, relazioni, amicizie, occasioni fondamentali di crescita personale. Lo sport è un diritto e perché resti tale, dobbiamo prenderci la responsabilità di renderlo uno spazio sano, sicuro e aperto a tutti, in cui ciascuno possa sentirsi a proprio agio ed esprimere liberamente sé stesso. Con Sport4Rights vogliamo generare un cambiamento culturale profondo, coinvolgendo l’intera comunità educante (società sportive, scuole, allenatori, famiglie) affinché la tutela dei diritti dei minori nello sport diventi una responsabilità condivisa. È solo così che lo sport può conservare la sua vera essenza di spazio di crescita sana, dove vengano rispettati i diritti dei più giovani e dove ogni ragazzo e ragazza trovi un contesto che favorisca fiducia, benessere e possibilità di realizzarsi come persona, non solo come atleta. Per farlo ci servono strumenti innovativi e concreti, come la prima piattaforma mondiale di e-learning basata su AI, che offrirà formazione mirata e accessibile a chi lavora con e per i giovani. È un investimento che guarda lontano: ogni campo, ogni palestra, ogni spogliatoio deve diventare un luogo in cui i nostri giovani possano crescere liberi, in un ambiente che custodisce e tutela i loro diritti, la loro salute, le loro relazioni e il loro futuro”, Francesca Magliulo, Direttrice Fondazione EOS.

Nella lotta contro la violenza e la discriminazione di genere nei confronti di bambine e ragazze, anche ACEA. “Sostenere indifesa significa per noi promuovere nuovi linguaggi e modelli positivi per le giovani generazioni” ha dichiarato Barbara Marinali, Presidente ACEA. “Le cronache quotidiane ci dimostrano quanto stereotipi e violenza di genere siano ancora radicati tra i giovani e l’auspicio è che iniziative come queste possano far riflettere ed essere fonte di ispirazione sulla questione di genere. Acea vuole contribuire attivamente alla costruzione di un domani più equo ed inclusivo, dove nessuna bambina o ragazza si senta più sola.”