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Rapporto Ecomafie 2025, il Lazio peggiora per numero di reati (VIDEO)

Rapporto Ecomafie 2025, il Lazio peggiora per numero di reati (VIDEO)

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Rapporto Ecomafie 2025, quadro allarmante per il Lazio: reati aumentati del 20,5%

Ospite in collegamento: Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio

L'ultimo Rapporto ecomafia 2025 di Legambiente traccia un quadro allarmante per la nostra regione: nel Lazio i reati ambientali sono, infatti, aumentati del 20,5%, 2.654 in un anno, 7,2 al giorno. Nella classifica generale il Lazio sale dal 6° al 5° posto tra le regioni, tornando a essere la prima dopo le 4 a tradizionale presenza mafiosa. Sono state 2.593 le persone denunciate, 30 gli arresti, 593 i sequestri.

I 3 grandi filoni sui quali è costruito il rapporto sono: i reati nel ciclo del cemento (aumentati del 6,7%), ciclo illecito dei rifiuti (dove si è registrato addirittura un +33,5%) e quelli contro gli animali, rimasti stabili rispetto alla passata edizione del rapporto.

Ecomafie, Roma tra le province peggiori

Tra le province, Roma è quella con più reati: con 1021 è la quarta provincia in Italia, seguita nel Lazio da Latina con 613 reati. Anche qui peggiora la situazione, con la provincia pontina che sale per numero di reati (con 485 di 2 anni fa e 588 lo scorso anno). Seguono Viterbo con 200 reati ambientali, Frosinone con 216 e Rieti con 140. I dati complessivi regionali certificano un peggioramento complessivo, con oltre 7,2 ecoreati al giorno, uno ogni 3 ore e mezza. “L’ecomafia è una piaga in aumento nel Lazio, con numeri legati allo smaltimento dei rifiuti e all’abusivismo edilizio che tornano a crescere - sottolinea Roberto Scacchi -. Siamo di fronte a un fenomeno che, in particolar modo nelle provincie di Roma e Latina, aumenta di impatto, con discariche abusive o cemento illegale". Per fermare gli ecoreati nel ciclo dei rifiuti, secondo il presidente dell'associazione, è necessario costruire una gestione virtuosa fatta di una raccolta sana e impianti diffusi ovunque per la trasformazione delle frazioni differenziate in materia prima seconda. "Per rallentare la tenaglia del cemento illegale invece, oltre all’impegno incessante delle forze dell’ordine che non possiamo che tornare a ringraziare, bisogna evitare in primo luogo ogni proposta di legge che presupponga possibili deregolamentazioni, sanatorie e condoni come invece sta continuando a fare la Regione Lazio, ai quali corrisponde un aumento dei reati, in attesa di presunti salvagenti legislativi regionali” continua Scacchi.