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Radon nel Lazio: piano regionale ancora atteso

Radon nel Lazio: piano regionale ancora atteso

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Radon, gas naturale inodore e invisibile, resta al centro dell’attenzione in Lazio per i potenziali effetti sulla salute. Con il Piano nazionale d’azione per il radon 2023-2032 già operativo dal 2024, cresce l’attesa per il completamento del piano regionale del Lazio, ritenuto decisivo per rafforzare controlli, monitoraggi e misure di prevenzione su abitazioni, scuole e luoghi di lavoro nel territorio.

Che cos’è il radon e perché preoccupa

Gas privo di odore e colore, il radon si sprigiona dal sottosuolo e può penetrare negli edifici attraverso fondamenta, crepe e impianti, accumulandosi con maggiore frequenza nei locali interrati e ai piani bassi. L’esposizione prolungata è associata a un incremento del rischio di sviluppare un tumore ai polmoni, configurandosi come seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo.

Il quadro nazionale e le ricadute sul territorio

L’Italia ha adottato il Piano nazionale con l’obiettivo di individuare le aree più esposte, promuovere campagne informative e definire interventi per ridurre le concentrazioni del gas in case, edifici pubblici e luoghi di lavoro. Diverse Regioni hanno già recepito le indicazioni, mentre il Lazio è ancora impegnato nella stesura del proprio programma di intervento, tappa necessaria per mappare le zone prioritarie e pianificare azioni mirate.

Controlli e prevenzione in Lazio

Il nuovo assetto normativo punta sulle misurazioni come primo strumento per valutare il rischio reale. Per alcune categorie di edifici e attività lavorative sono previsti obblighi specifici di controllo, mentre nelle abitazioni la verifica è fortemente consigliata, soprattutto nelle aree geologicamente favorevoli alla risalita del gas. Nel Lazio risultano attivi programmi di monitoraggio e campagne informative promosse da enti sanitari e ambientali, in attesa del completamento della pianificazione regionale.