La giunta capitolina ha adottato il Piano di utilizzo degli arenili, il documento atteso da vent’anni che stabilisce le regole per la gestione del litorale romano e orienta i futuri bandi delle concessioni balneari. Il provvedimento avvia la fase finale verso l’approvazione in Assemblea Capitolina, con ricadute dirette su Ostia e sull’intero mare di Roma.
Le dichiarazioni
“L’adozione del Pua è il risultato di un lavoro lungo e complesso, che vogliamo portare a compimento con l’approvazione definitiva entro la fine della consiliatura. “Con questo Piano mettiamo mano alla riqualificazione complessiva del mare di Roma e definiamo regole chiare. Rafforziamo l’accessibilità agli arenili, con varchi pubblici per arrivare al mare, superiamo il lungomuro e fissiamo confini certi per gli stabilimenti. Al tempo stesso valorizziamo gli edifici storici e creiamo le condizioni per un litorale più fruibile anche oltre la stagione balneare” ha dichiarato Gualtieri.
“L’adozione del Pua, insieme all’imminente avvio della prima fase dei lavori per il Parco del Mare, conferma concretamente l’impegno di questa amministrazione per il rilancio di Ostia e di tutto il litorale romano” ha dichiarato l’assessore all’urbanistica Maurizio Veloccia. Quello fin qui svolto, ha aggiunto “È stato un percorso caratterizzato da un confronto intenso con tutti gli Enti coinvolti: la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) si è conclusa positivamente e tutte le osservazioni sono state recepite. Con il prossimo voto in Assemblea Capitolina ci avvieremo alla fase finale di approvazione, propedeutica all’indizione di gare pluriennali. Queste consentiranno un riordino complessivo del litorale, l’abbattimento del 'lungomuro', la riqualificazione degli stabilimenti, l'aumento delle spiagge libere e un potenziamento generalizzato dei servizi”.
Iter e tempi
Dopo il voto dell’Assemblea Capitolina, il Campidoglio convocherà una conferenza dei servizi con Regione Lazio, Agenzia del demanio, Agenzia delle dogane, Capitaneria di porto e Soprintendenza: in quella sede saranno ratificati i pareri definitivi per l’approvazione finale del Piano. Completato l’iter, si procederà alle gare pluriennali per le concessioni, superando proroghe e assegnazioni annuali.
Cosa prevede il piano
Su 16,8 chilometri di costa, il Pua interviene su 11,27 chilometri, inclusi 6,49 chilometri di spiagge a libera fruizione. Il Piano individua 50 concessioni e 31 spiagge a pubblica fruizione, comprese 11 collegate a un servizio di ristorazione. Sono fissati standard per gli stabilimenti: punto di ristoro obbligatorio, cabine o spogliatoi posizionati senza ostacolare la vista del mare, servizi igienici e docce adeguati e accessibili anche alle persone con disabilità, uso di materiali naturali e a basso impatto, divieto di strutture permanenti o di forte impatto visivo.
Accessibilità e fine del lungomuro
Il Piano rafforza l’accessibilità con varchi pubblici distribuiti lungo tutto l’arenile: distanza massima 300 metri tra un accesso e l’altro e larghezza minima di 3 metri, per oltre 30 varchi, ognuno a servizio di una spiaggia libera. La battigia nei cinque metri dalla linea di riva resterà sempre sgombra da attrezzature, garantendo il transito h24.