Qui la copertina che introduce al tema della puntata di Extra del 19 febbraio 2024: “La protesta dei trattori e le sfide per il futuro dell’agricoltura.”
Un paio di obiettivi la rivolta dei trattori li ha raggiunti dopo queste prime settimane di mobilitazione su scala europea, e forse è già qualcosa: gli agricoltori hanno conquistato l'attenzione dei mezzi di comunicazione - che all'inizio per giorni avevano ignorato la protesta esplosa prima all'estero e poi in Italia - e hanno strappato le prime promesse alla politica, che a Bruxelles come a Roma dovrà prendere in considerazione le istanze del settore primario.
Ma qui, forse, inizia la sfida vera e propria: cosa conviene chiedere all'Europa e al governo italiano dal momento che gli slogan vanno bene nei sit-in, sugli striscioni e nelle interviste ma poi occorre darsi delle priorità e con il passare dei giorni appare sempre più evidente che ci sia una spaccatura nel mondo agricolo.
Trattori, le sfide per il futuro
Non solo le grandi associazioni di categoria non si sono mai apertamente schierate al fianco degli agricoltori scesi in piazza, ma ora anche all'interno del movimento - che è nato spontaneamente e dunque fatica a darsi una linea e un'organizzazione comune - sono sempre più evidenti le divergenze di vedute tra le varie anime della protesta.
E se sembra quasi scontato che convenga a tutti l'abolizione dell’IRPEF agricolo e l'introduzione di alcuni incentivi per il settore tolti dal governo Meloni, più difficile è capire cosa convenga portare a casa dal commissario europeo Von der Leyen che come segno di disponibilità in vista del prossimo consiglio straordinario sull'agricoltura si è già detta pronta a annullare l'obbligo di lasciare incolto il 4% dei terreni agricoli e le nuove regole sui pesticidi, tema molto delicato per l'opinione pubblica, vista la sensibilità sui temi della salute e dei rischi chimici connessi ai fitofarmaci.
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