A Roma est proseguono i lavori di consolidamento su Ponte Lupo, monumento dell’Acqua Marcia risalente al 144 avanti Cristo, nel territorio dell’Agro Tiburtino Prenestino. L’opera, lunga circa 115 metri e situata al chilometro 30,1 di via Polense, è al centro di un cantiere avviato ad aprile per il recupero strutturale, con conclusione prevista nel giro di 30 giorni.
Il sito e la sua storia
Ponte Lupo fu costruito per superare il Fosso dell’Acqua Rossa, luogo leggendario dove, ricorda il Fondo per l’Ambiente Italiano, si sarebbe svolta la battaglia tra Orazi e Curiazi. Nel tempo il manufatto dell’acquedotto dell’Acqua Marcia, il più lungo dell’antica Roma con 91 chilometri di estensione, ha richiesto un intervento di messa in sicurezza e valorizzazione.
I lavori finanziati dal Pnrr
Gli interventi sono finanziati dal Pnrr e coordinati dalla Soprintendenza speciale di Roma insieme al ministero della Cultura. Il percorso di recupero nasce anche dall’impegno quindicennale dell’associazione Ponte Lupo e di Urbano Barberini, proprietario della tenuta su cui insiste il tracciato e promotore della riqualificazione.
Il sopralluogo istituzionale
Lunedì 8 giugno si è svolto un sopralluogo in cantiere con il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, il presidente del VI Municipio, Nicola Franco, e Urbano Barberini. Al termine dei lavori, il sito sarà più accessibile al pubblico.
“L'incontro è stato poi l'occasione per discutere congiuntamente delle iniziative di divulgazione, valorizzazione e di tutela - anche attraverso la rievocazione storica - di questa importante testimonianza della grandezza della civiltà romana. "Ponte Lupo" - hanno sottolineato Mollicone e Franco - non è solo un acquedotto fortilizio unico nel suo genere ma un simbolo di bellezza e funzionalità, che andrà a costituire, insieme al Parco Archeologico di Gabii e agli altri importanti siti del quadrante, un vero e proprio distretto archeologico rurale. I lavori in corso sono a buon punto e rispetteranno i tempi previsti. Mi complimento con la Soprintendenza speciale di Roma per il lavoro che sta svolgendo".
I due hanno quindi proseguito: "Ponte Lupo e la sua storia sono un patrimonio materiale e immateriale da valorizzare insieme al territorio - come simbolo di un riscatto culturale che unisce la grandezza della storia romana alla qualità della vita dei cittadini - e con chi ha lavorato, come Urbano Barberini e l'Associazione Ponte Lupo il gigante dell'acqua, per più di 15 anni alla sua promozione e tutela. Come istituzioni, continueremo a essere in prima linea per la piena fruibilità e accessibilità di questo sito senza tempo, anche attraverso l'integrazione in una rete di percorsi turistici e didattici alternativi, capaci di generare un'economia della bellezza a beneficio dell'intera comunità locale".
Accessibilità e ricadute locali
Il progetto punta a inserire Ponte Lupo in una rete di fruizione che coinvolga il Parco Archeologico di Gabii e altri siti del quadrante, delineando un distretto archeologico rurale a beneficio delle comunità dell’Agro Tiburtino Prenestino. La valorizzazione di questo tesoro delle campagne romane rafforza l’offerta culturale di Roma est e promuove nuove opportunità per residenti e visitatori.