Dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola di Roma, la venticinquesima edizione di Più libri più liberi inaugura un percorso di rinnovamento che mette al centro gli editori indipendenti e rafforza il legame con i lettori. La manifestazione, punto di riferimento per la piccola e media editoria, si presenta come una grande festa diffusa, con un progetto culturale e organizzativo ripensato per guardare al futuro.
Una fiera che evolve tra identità e apertura
L’edizione del venticinquennale nasce con una visione strategica che unisce la missione originaria di sostegno alle case editrici indipendenti e la volontà di rendere l’esperienza sempre più aperta, dinamica e condivisa. L’obiettivo è coniugare valore culturale e partecipazione, ribadendo il ruolo della Fiera come riferimento nazionale con forte radicamento a Roma.
Curatela plurale e programma condiviso
La programmazione sarà firmata da una squadra curatoriale coordinata da Paolo Di Paolo, con Giorgio Zanchini sui temi di attualità e con due nuove voci: Licia Troisi, che guarderà agli ambiti scientifici e young adult, e Nadeesha Uyangoda, attenta ai nuovi linguaggi e alle trasformazioni sociali. Una scelta pensata per rappresentare al meglio pluralità di sguardi e pubblici.
Governance rinnovata e comitato di indirizzo
La nuova governance prevede un Comitato di Indirizzo che coinvolge AIE e un gruppo di editori, con un ruolo chiave nell’orientare le linee strategiche della Fiera. “Più libri più liberi è una Fiera fatta dagli editori per gli editori, questo noi non lo dimentichiamo mai – ha sottolineato il presidente di AIE Innocenzo Cipolletta -. Il Comitato è il modo per formalizzare questa realtà, fornendo all’organizzazione della Fiera il contributo dei diretti fruitori. Nuova governance, ridisegno degli spazi, nuovi curatori, valorizzazione delle migliori proposte culturali vanno nella direzione di una Più libri più liberi ancora più vicina agli editori piccoli e medi”.
Spazi ripensati e nuovi criteri di ammissione
La pianta espositiva sarà riorganizzata per valorizzare la presenza degli espositori e migliorare l’esperienza di visita, con nuovi spazi per incontri e presentazioni integrati tra gli stand. La riduzione del numero complessivo degli stand si accompagna a modalità di ammissione aggiornate, per evidenziare realtà imprenditoriali solide e progetti editoriali coerenti con le finalità della Fiera. “Vogliamo fare una Fiera ancora più bella, ancora più attenta alle esigenze degli editori, ancor più partecipata e vissuta dai visitatori come un luogo di appartenenza e di scoperta, in cui riconoscersi e incontrare nuovi autori e nuovi libri – ha spiegato la presidente Annamaria Malato -. Più libri più liberi 2026 vuole essere una grande festa, pluralista, ricca di voci e di possibilità di incontro. Questa nuova stagione si apre in continuità ideale con le origini di Più libri più liberi, aperta al grande pubblico e pensata come un’occasione per dare visibilità a chi non ne ha abbastanza, accompagnandone allo stesso tempo la crescita professionale. È evidente che non la possiamo costruire da soli: è un progetto che noi editori vogliamo costruire insieme”.