Ha superato quota dodicimila adesioni la petizione che sollecita Roma Capitale a istituire un Parco Archeologico pubblico nell’area di Pietralata interessata dagli scavi preventivi al Parco delle Acacie. Un risultato raggiunto in pochi giorni e che testimonia l’attenzione della cittadinanza verso quanto emerso dal sottosuolo.
Migliaia di firme raggiunte
Secondo quanto comunicato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, i ritrovamenti hanno un rilievo storico e culturale significativo e rappresentano un tassello importante per la ricostruzione del passato della città. Le strutture e i reperti rinvenuti rafforzano l’idea che quell’area non sia solo uno spazio urbano in trasformazione, ma un luogo carico di memoria collettiva, difficilmente conciliabile con i progetti di edilizia residenziale privata previsti.
La zona oggetto della richiesta – circa quattro ettari compresi tra via di Pietralata, via Malladra, via Feronia e via Flora – non presenta soltanto un interesse archeologico. Il testo della petizione, pubblicata sulla piattaforma change.org, sottolinea infatti la presenza di un vincolo di area boscata e di una falda acquifera affiorante, elementi che ne aumentano il pregio ambientale ma anche la delicatezza dal punto di vista urbanistico. In questo contesto, natura e testimonianze del passato formano un sistema integrato che, secondo i promotori, dovrebbe essere preservato e valorizzato attraverso una destinazione pubblica.
Le richieste rivolte alle istituzioni locali e nazionali sono chiare: proteggere e rendere fruibili i ritrovamenti, avviare percorsi di divulgazione e attività didattiche, inserire le scoperte nella pianificazione culturale del quartiere e bloccare l’attuazione del programma edilizio privato. Per i cittadini e le associazioni coinvolte, la tutela del patrimonio non è soltanto un obbligo normativo, ma un’occasione di crescita per un quartiere come Pietralata, interessato da profondi cambiamenti urbanistici.
L’auspicio è che le scoperte del Parco delle Acacie possano diventare il fulcro di un nuovo polo culturale e di un’area verde attrezzata, accessibile e integrata nel tessuto urbano, capace di rafforzare identità, partecipazione e qualità della vita.