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Piazzale Flaminio, via le bancarelle dopo 18 anni: spostamento a piazza Mancini

Piazzale Flaminio, via le bancarelle dopo 18 anni: spostamento a piazza Mancini

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Piazzale Flaminio si libera dalle bancarelle dopo una lunga vertenza durata 18 anni. All’alba gli operatori si sono spostati dall’area antistante le stazioni della Roma nord e della metro A, prima che arrivassero sul posto in presidio i vigili urbani. La decisione, confermata dal II Municipio, prevede il trasferimento di sei operatori a piazza Mancini, circa tre chilometri più a nord, mentre un chiosco di fiori verrà ricollocato in viale Bruno Buozzi.

L’intervento all’alba e l’annuncio del municipio

L’operazione è stata eseguita nelle prime ore del mattino, dopo un percorso amministrativo avviato da anni e finalizzato a trovare un’alternativa stabile agli ambulanti. L’assessora al Commercio del II Municipio, Valentina Caracciolo, aveva anticipato la misura. «Le bancarelle andranno a tre chilometri di distanza a piazza Mancini». La rimodulazione dei posteggi è il frutto di un lavoro che, secondo il municipio, ha richiesto cinque anni per individuare una nuova collocazione coerente con le prescrizioni di sicurezza dell’area.

Sicurezza e decoro: perché il piazzale doveva essere liberato

La decisione arriva al termine di una controversia incentrata soprattutto sui profili di sicurezza e di decoro urbano. Le uscite delle due stazioni, riferiscono i residenti, risultavano spesso ingombrate, con il rischio di ostacolare le vie di fuga in caso di emergenza. Un punto ribadito anche in sede istituzionale. Come sottolinea il presidente della commissione Commercio Andrea Alemanni, «il piazzale ha delle prescrizioni di sicurezza inequivocabili, la Questura dice da tempo che lì gli ambulanti non possono stare». A supportare l’azione dell’amministrazione è intervenuta inoltre una sentenza del Tar che ha dato ragione al Comune nel contenzioso aperto con gli operatori.

Dove andranno gli operatori e come cambia l’assetto dei posteggi

Il piano del municipio prevede il trasferimento di sei operatori a piazza Mancini, a circa tre chilometri da piazzale Flaminio. A questi si aggiunge un chiosco di fiori che sarà ricollocato in viale Bruno Buozzi. L’obiettivo dichiarato è liberare l’area delle stazioni per ripristinare la piena accessibilità dei varchi pedonali e garantire il rispetto delle prescrizioni di sicurezza vigenti per uno snodo particolarmente frequentato.

La posizione dei residenti: il comitato rivendica la vittoria

Il comitato Piazzale Flaminio e numerosi residenti hanno seguito da vicino l’evoluzione della vicenda, sostenendo fin dall’inizio l’allontanamento dei banchi dall’area delle stazioni. Il trasferimento è stato accolto con soddisfazione dal fronte civico che ha chiesto con insistenza di intervenire su un nodo percepito come critico per la fruibilità dello spazio pubblico.

L’impatto sulla mobilità attorno a Flaminio

La riorganizzazione dei posteggi punta a migliorare la sicurezza dei flussi in corrispondenza delle stazioni della Roma nord e della metro A, riducendo i punti di congestione lungo i percorsi d’ingresso e di uscita. Per chi frequenta quotidianamente lo snodo, l’assenza dei banchi sull’asse principale potrà facilitare l’accesso ai mezzi e la visibilità dei passaggi pedonali. Il municipio richiama in particolare la necessità di assicurare percorsi liberi, in linea con le prescrizioni evidenziate anche dalla Questura.

Il quadro amministrativo e il ruolo delle istituzioni

Lo spostamento degli operatori è stato richiesto da anni ed è divenuto operativo con il supporto delle strutture del Campidoglio e del II Municipio, tenendo conto dei vincoli fissati dagli organi preposti alla sicurezza e dall’autorità giudiziaria amministrativa.

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Tempi, monitoraggio e prossime verifiche

La ricollocazione, attesa da lungo tempo, rappresenta un passaggio significativo nella gestione del commercio su area pubblica in una zona chiave del quadrante nord della città. L’amministrazione municipale dovrà ora monitorare l’assetto a piazza Mancini e in viale Bruno Buozzi, verificando l’effettiva rispondenza alle condizioni dettate dalle prescrizioni di sicurezza e ponendo attenzione all’equilibrio tra compatibilità urbana ed esigenze degli operatori. Resta al centro la priorità di garantire l’accessibilità e la sicurezza delle stazioni, che ha guidato l’intero percorso decisionale.