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'Pastificio Futuro', il luogo in cui i giovani detenuti cercano riscatto anche grazie a Papa Francesco

'Pastificio Futuro', il luogo in cui i giovani detenuti cercano riscatto anche grazie a Papa Francesco

immagine di repertorio

‘Pastificio Futuro’, si chiama così lo stabilimento di pasta secca artigianale che ha tra i propri dipendenti i detenuti del carcere minorile di Roma “Casal del Marmo”. L’idea è nata nel 2013, durante la visita di Papa Francesco nell’istituto, il primo luogo in cui si è recato il Pontefice subito dopo la sua elezione. Un messaggio di speranza che portava in sé il seme di una doppia rinascita: quella dei giovani detenuti in cerca di futuro e riscatto e di una palazzina dell’istituto penale fino a pochi anni fa abbandonata.

Quella palazzina oggi è diventata un pastificio in cui hanno trovato lavoro giovani detenuti con difficoltà economiche. E a questo progetto Papa Francesco ha voluto dare un altro significativo contributo: il Santo Padre, scomparso lo scorso 21 aprile, ha donato circa 200mila euro dal suo conto personale per aiutare a estinguere parte del mutuo che ancora pesa sull’azienda.

Soldi grazie ai quali ora il pastificio spera di poter portare da 4 a 20 il numero di giovani dipendenti assunti con contratti regolari, abbassando al contempo il prezzo della pasta per aumentare le vendite e la sostenibilità dell’azienda.

Pastificio Futuro, le parole del presidente e del vicepresidente

Alberto Mochi ed Elio Grossi, presidente e vicepresidente ‘Pastificio Futuro’ a Radio Roma hanno spiegato: “Nel 2013 Papa Francesco è venuto qui, ha incontrato i ragazzi del carcere. Abbiamo cominciato questo progetto per dare l’opportunità ai ragazzi di avere una possibilità di lavoro e una possibilità di riscatto. Nel 2023 è tornato con Francesco, ci ha incoraggiato ancora di più, fino ad arrivare a farci una donazione per sostenerci ancor di più”.

E ancora: “Vorremmo prendere 20 ragazzi. Vorremmo vendere per essere così sostenuti dalle vendite della pasta. L'obiettivo è cercare di assumere il maggior numero di ragazzi. Oggi ce ne sono quattro, la nostra speranza è di arrivare a 20”.