Roma ritrova una consuetudine antica. Dopo nove mesi di lavori, Papa Leone XIV si è trasferito nell’appartamento alla Terza loggia del Palazzo Apostolico, riportando la luce serale della finestra dello studio affacciata su Piazza San Pietro, rimasta spenta per tredici anni.
Il trasferimento dopo nove mesi di lavori
La decisione era stata annunciata poco dopo l’elezione, dieci mesi fa, con l’intenzione di riportare in uso le stanze storiche disabitate dal 2013. L’intervento ha riguardato impianti idrici e bagni, necessari per eliminare le tracce di umidità in alcune camere. Leone XIV ha benedetto le dieci stanze dell’appartamento: lo studio privato, la Biblioteca da cui il Papa si affaccia la domenica per l’Angelus, la cappella raccolta e la grande sala da pranzo.
Gli ambienti dell’appartamento e la vita quotidiana
Nella residenza vivranno anche i due segretari del Pontefice, Marco Billeri, sacerdote di San Miniato (Pisa), e il prete peruviano Edgard Rimaycuna Inga, insieme ad alcune suore dedicate alla cura della casa, del guardaroba e della cucina. Una scala interna conduce alla terrazza con vista sui tetti di Roma e alla mansarda, dove si trovano le camere da letto del Papa e dei segretari. Non è più presente la storica suite medica, sostituita da una piccola palestra: da buon americano, il Pontefice mantiene l’abitudine allo sport.
Il possibile ritorno a Castel Gandolfo
Prossimo tassello potrebbe essere Castel Gandolfo. Si valuta il ripristino dell’appartamento papale, trasformato in museo durante il precedente pontificato, con un possibile avvio già in estate. Oggi Leone XIV alloggia a Castel Gandolfo ogni lunedì e martedì nella contigua Villa Barberini. Tra i piani circola l’ipotesi di una piena «ripresa» degli spazi e di un «recupero» in chiave residenziale, dopo anni di «abbandono» dell’appartamento in Vaticano.
Restano inoltre in uso il campo da tennis e la piscina dei Giardini pontifici, impianti costruiti in passato e tuttora praticati dal Pontefice durante le permanenze ai Castelli Romani.