Papa Leone XIV firma la sua prima enciclica, Magnifica humanitas, un testo di 231 pagine articolato in cinque capitoli, con data 15 maggio. Il documento affronta le sfide della cosiddetta quarta rivoluzione industriale, ponendo al centro la custodia della dignità umana. «La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme». Nel tempo dell’innovazione tecnologica, il Pontefice richiama una bussola etica salda: «Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani».
Un testo per l’era digitale
L’enciclica ripercorre i pilastri della dottrina sociale e mette in guardia dalla concentrazione di «brevetti, algoritmi, piattaforme digitali, infrastrutture tecnologiche, dati» nelle mani di pochi. Tra i riferimenti, anche la letteratura: «Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare».
L’appello: disarmare l’IA
Per l’intelligenza artificiale servono responsabilità chiare, regole condivise e vigilanza indipendente. Il Papa indica l’urgenza di «disarmare l’IA», «impedirle di dominare l’umano» e «rompere l’ equivalenza tra potenza tecnica e diritto di governare». Centrale il monito contro la concentrazione del potere etico: «non serve un’IA più morale se questa morale è decisa da pochi».
Oltre la teoria della guerra giusta
Nella parte dedicata ai conflitti, il documento segna un passaggio storico sul concetto di guerra giusta: «Oggi è più che mai importante ribadire il superamento della teoria della “guerra giusta”, troppo spesso invocata a giustificare qualsiasi guerra, fermo restando il diritto alla legittima difesa intesa nel senso più stretto». Con l’avvertenza che «non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile».
Verità, giovani e lavoro
Le pagine sull’informazione sollecitano una ecologia della comunicazione, con trasparenza e verifica. Al centro anche scuola e formazione: «Dobbiamo educarci a digiunare dall’IA e proteggere i nostri giovani dalla promessa della macchina perfetta». Sul lavoro, il Pontefice richiama scelte coraggiose davanti a modelli che possono dequalificare e sorvegliare, chiedendo di rimettere la dignità della persona al primo posto.