Roma Capitale avvia un intervento di abitare pubblico nel quadrante Ostiense-San Paolo, trasformando l’area dell’ex asilo nido “La Filastrocca” in via Tarso in un complesso residenziale con servizi di prossimità, oggi assenti in uno spazio inutilizzato.
Il progetto in via Tarso
Il piano prevede un edificio di tre piani con circa 15 alloggi Erp, pensati in via prioritaria per giovani coppie e anziani. L’impostazione è orientata alla convivenza intergenerazionale, con l’obiettivo di favorire relazioni di vicinato, sostegno reciproco e inclusione sociale all’interno del Municipio VIII.
Servizi di prossimità e coesione
Al piano terra saranno attivati spazi e servizi dedicati all’infanzia, all’adolescenza e alla vita del quartiere. Questa dotazione intende rafforzare la rete locale, offrendo funzionalità utili ai residenti e contribuendo alla costruzione di una comunità più coesa attorno al nuovo nucleo di edilizia residenziale pubblica.
Il contesto amministrativo
L’intervento nasce dalla richiesta di Roma Capitale di rimodulare il progetto originario, in precedenza orientato a un albergo sociale, per allinearlo alle nuove forme di abitare pubblico e sociale previste dal Piano Strategico per il Diritto all’Abitare. Via Tarso rientra nel programma di recupero e valorizzazione del patrimonio pubblico che, nelle prossime settimane, approderà all’approvazione dei primi progetti di recupero e del nuovo Regolamento sull’Autorecupero, con l’obiettivo di ampliare l’offerta di alloggi pubblici e sociali in tutta la città.
Le voci delle istituzioni
Per l'assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative Tobia Zevi, "via Tarso rappresenta un segnale importante per Roma. Per troppo tempo le nuove case pubbliche sono state immaginate soltanto nelle periferie più esterne. Noi vogliamo tornare a costruire abitare pubblico anche nei quartieri centrali e semicentrali della città, dove la pressione immobiliare è più forte e dove sempre più persone rischiano di essere espulse dal mercato della casa. Via Tarso sarà uno dei primi esempi di una strategia di recupero di immobili abbandonati, un progetto che mette insieme casa, servizi e comunità e che guarda ai bisogni concreti di giovani, anziani e famiglie".
Per il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri, "in questo territorio prosegue un segnale inedito per Roma, dove nasce nuova edilizia sociale al centro della città. È la più chiara controtendenza rispetto alle stagioni in cui le nuove case pubbliche venivano costruite soltanto nell’estrema periferia. Proprio in un quadrante complesso e interessato da grandi trasformazioni urbane diventa ancora più importante aumentare i servizi e le opportunità di abitare pubblico. Abbiamo immaginato da tempo come recuperare spazi e servizi per l’infanzia e l’adolescenza ed è prezioso che oggi trovino posto all’interno di un progetto integrato di abitare".