Operazione della DIA a Sora: beni per due milioni di euro sequestrati a padre e figlio
Ospite in collegamento: Roberta Di Pucchio, condirettore di "Frosinone News"Emergono i primi dettagli sull’operazione scattata nella mattinata dell'11 giugno scorso a Sora. La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un provvedimento di sequestro di beni, emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione su proposta della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di due imprenditori (padre e figlio), operanti nel settore delle onoranze funebri, commercio di fiori e pellets, gravati da numerosi precedenti, specie nel settore del traffico di sostanze stupefacenti.
Il decreto di sequestro riguarda 5 società operanti nel Sorano, nonché 3 terreni, 5 fabbricati e disponibilità finanziarie per un valore complessivamente stimato di circa due milioni di euro.
I due imprenditori, tra l’altro, sono già stati condannati per reati in materia di sostanze stupefacenti, essendo stati tratti in arresto ad ottobre 2020 nell’ambito di un’operazione che aveva accertato la contrapposizione di due agguerriti sodalizi criminali in forte dissidio per il controllo delle piazze di spaccio del Sorano, del Cassinate e di alcune località dell’Avezzanese.
Nel corso delle indagini erano stati messi in atto veri e propri scontri anche mediante atti di intimidazione di particolare gravità e che all’epoca avevano destato particolare allarme sociale in quei comuni.
Blitz della polizia al Casermone, la “porta dello spaccio” non c’è più: sequestrata droga
Nuovo blitz delle Forze dell’ordine al Casermone. Gli agenti della Questura hanno raggiunto il caseggiato popolare insieme ai Vigili del Fuoco per “smurare” una porta in ferro che era stata realizzata abusivamente per lo spaccio di droga. Secondo quanto scoperto dai poliziotti della Squadra Volante, guidati dal Dirigente Gianluca Di Trocchio, all’ingresso della scala I, da qualche tempo, era comparsa la porta, chiusa con un lucchetto e con tanto di spioncino, per impedire a soggetti indesiderati di entrare.
L’ennesimo stratagemma creato dagli spacciatori del Casermone per evitare controlli da parte delle Forze dell’ordine. Dietro quella porta chiusa si poteva gestire in sicurezza lo smercio di sostanze stupefacenti, controllare chiunque volesse entrare e, nel caso di blitz da parte della Polizia o dei Carabinieri, far sparire tutto. Dal 10 giugno, però, la “porta dello spaccio” non c’è più. È stata tolta e, durante i controlli, gli agenti hanno trovato anche della droga che è stata sequestrata.
Un segnale importante, soprattutto per i tanti residenti del Casermone che vivono onestamente e che, purtroppo, sono costretti ad una convivenza forzata con chi, al contrario, opera nell’illegalità.
LEGGI ANCHE: Frosinone, attentato con le molotov e furto con spari, fine settimana da incubo nel capoluogo