Teatro dell’Opera di Roma alza il sipario sulla stagione 2026-2027, intitolata «Il dolce suono mi colpì», verso di Donizetti tratto da Lucia di Lammermoor. Il cartellone, illustrato dal sovrintendente Francesco Giambrone con il direttore musicale Michele Mariotti, il neo direttore artistico Alessandro Galoppini e la direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato, prevede dodici nuove produzioni: undici titoli operistici, due opere in forma di concerto, sette balletti e quattro eventi speciali. In arrivo Anna Netrebko, al debutto italiano ne «Il castello del principe Barbablù» di Bartók, e Cecilia Bartoli, che torna al Costanzi per festeggiare quarant’anni di carriera con Il barbiere di Siviglia.
Visione e identità del teatro
«Questo è un teatro solido, con gli ultimi dodici bilanci in attivo, che guarda al futuro — ha commentato Giambrone —. Il titolo è stato scelto non solo perché l’opera di Donizzetti è una delle nostre nuove produzioni, ma perché contiene l’idea di dolcezza e quella di shock (è l’incipit della cosiddetta «scena della pazzia» di Lucia, ndr.), ovvero l’essenza di un’istituzione lirica di oggi: fedele al piacere dell’ascolto ma capace di proposte che portino fuori dalla comfort zone, per farci sorprendere da linguaggi contemporanei».
Apertura al Costanzi e anticipazioni
L’inaugurazione è fissata al 27 novembre con The Rake’s progress di Stravinskij, assente da 58 anni, nell’esordio romano del regista Rafael R. Villalobos; la serata potrebbe essere anticipata per la diretta televisiva. In scena Lawrence Brownlee, Jennifer Larmore, Daniela Barcellona e Alex Esposito. Già annunciate le prossime aperture: «La clemenza di Tito» di Mozart (regia Krzysztof Warlikowski) nel 2027 e «Don Carlos» di Verdi (regia Christof Loy) nel 2028, tutte dirette da Mariotti.
Nuove produzioni e grandi ritorni
Tra i titoli spiccano Andrea Chénier di Giordano con la regia di Marco Bellocchio e la bacchetta di Daniel Oren, quindi Lucia di Lammermoor con il debutto alla regia di Karole Armitage, i costumi di Daniela Ciancio, la direzione di Giacomo Sagripanti e Jessica Pratt nel ruolo di Lucia. Tornano I due Foscari di Verdi firmati da Pier Luigi Pizzi con Nicola Alaimo e la direzione di Riccardo Frizza, e Iphigénie en Tauride di Gluck di Robert Carsen con Alessandro de Marchi, affiancata dallo spettacolo «Piccinni e Gluck» di Valerio Cappelli con la voce di Sergio Rubini.
Al Costanzi Barrie Kosky porta per la prima volta «Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk» di Šostakovic diretta da Juraj Valcuha. Debuttano inoltre Daniele Menghini con un nuovo Trovatore di Verdi e Andrea Bernard con La rondine di Puccini. La chiusura operistica segnerà il ritorno dell’opera al Teatro Valle con La Cenerentola di Rossini, regia di Mario Martone e sul podio Mariotti, a 210 anni dal debutto in quella sala.
Danza e progetti al Teatro Nazionale
La programmazione di balletto abbraccia il repertorio e il contemporaneo: da «Il lago dei cigni» di Pech a «Motus» di Blanc, Ekman e McGregor, con firme come John Neumeier, Laurent Hilaire e Jean-Guillaume Bart. Al Teatro Nazionale arrivano «Lo schiaccianoci» di Chalmer, «Peter Pan» di Bernstein con Luca Micheletti, «Le cenerentole», «Echoes» di Bonachela, Eyal e Tortelli e «Code: Unknown» di Nicola Sani, nuova produzione commissionata dal Teatro dell’Opera.