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Omicidio Stefano Cena, tre arresti per la morte del giostraio a Capena

Omicidio Stefano Cena, tre arresti per la morte del giostraio a Capena

Svolta nelle indagini sulla morte di Stefano Cena, il giostraio vittima di una brutale aggressione nella tarda serata dello scorso 5 ottobre a Capena. Per le conseguenze del pestaggio l'uomo è poi morto in ospedale a 65 anni dopo nove giorni di agonia.

Omicidio Stefano Cena, tre arresti per la morte del giostraio a Capena

A distanza di un mese dalla violenza il cerchio si è stretto intorno a tre giovani italiani, due 19enni ed un 24enne, arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Monterotondo, coordinati dalla Procura di Tivoli. I tre ragazzi sono gravemente indiziati di omicidio volontario aggravato in concorso. Insieme ad altre persone ancora da identificare avrebbero alla brutale aggressione del giostraio. Per i tre giovani si sono aperte le porte del carcere.

Le indagini

L’attività d’indagine dei Carabinieri della Stazione di Capena e della Sezione Operativa della Compagnia di Monterotondo, sotto la direzione del Pubblico Ministero, ha consentito di ricostruire in modo puntuale l’esatta dinamica dell’aggressione. Attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza, analisi telefoniche e le testimonianze raccolte sul posto, gli investigatori sono riusciti ad identificare e arrestare i presunti responsabili.

La lite nel pomeriggio

Secondo quanto emerso, l’episodio violento sarebbe scaturito da futili motivi, preceduti già nel pomeriggio da una prima discussione tra la vittima e uno degli aggressori. La situazione sarebbe poi degenerata nella serata, coinvolgendo il nucleo familiare della vittima. Un'escalation culminata nella violenta e fatale aggressione contro l'uomo.

Circondato e colpito anche dopo che era caduto a terra

Stefano Cena in un primo momento sarebbe stato circondato e colpito ripetutamente da un gruppo di giovani, tra cui i tre arrestati, tutti collaboratori presso la giostra gestita dal fratello della vittima. Nonostante le numerose percosse, la vittima è riuscita inizialmente ad allontanarsi, ma, notando la moglie in pericolo, ha cercato di soccorrerla, subendo una nuova e violenta aggressione. Caduto a terra sarebbe stato quindi colpito ripetutamente e brutalmente in parti vitali.

Il figlio della vittima inseguito dagli aggressori

Solo l’intervento dei Carabinieri, allertati da alcuni presenti, ha permesso di bloccare l’inseguimento che i presunti aggressori avevano intrapreso anche nei confronti del figlio della vittima, accorso in aiuto dei genitori.

A conclusione delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Tivoli, i Carabinieri della Compagnia di Monterotondo, nelle prime ore di questa mattina, hanno eseguito tre misure cautelari in carcere a carico dei giovani coinvolti. Gli arrestati sono stati portati presso la Casa Circondariale di Rebibbia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini continuano per individuare tutti i partecipanti al gravissimo episodio di sangue.