Ricerca nel Sito

Omicidio Danilo Lucente Pipitone: condannato a 8 anni l'assassino del caporal maggiore dell'Esercito

Omicidio Danilo Lucente Pipitone: condannato a 8 anni l'assassino del caporal maggiore dell'Esercito

Danilo-Salvatore-Lucente-Pipitone-condanna

E' stato condannato ad otto anni di carcere Mohamed Abidi, tunisino di 33 anni, accusato di omicidio preterintenzionale del caporal maggiore Danilo Salvatore Lucente Pipitone, morto a 44 anni nel febbraio scorso a seguito di un'aggressione in strada a Roma nella zona di Centocelle. E' quanto ha deciso il gup di Roma al termine di un processo svolto con il rito abbreviato.

L'aggressione era avvenuta nella notte tra il 10 e l'11 febbraio scorso in via dei Sesami. Lì Pipitone era stato colpito e cadendo a terra aveva sbattuto la testa. Trasportato d'urgenza in ospedale si era spento poche ore nel reparto di rianimazione del policlinico Umberto I.

L'aggressore, con precedenti per rapina, era stato fermato in Francia alcuni giorni dopo e riconsegnato alle autorità italiane su mandato di arresto europeo chiesto dai pm della Procura capitolina.

Antoniozzi (FdI): “Sentenza che sconcerta"

"La vita del caporalmaggiore Pipitone, ucciso per futili motivi lo scorso febbraio a Roma, vale otto anni di carcere. È una sentenza che francamente mi sconcerta", afferma Alfredo Antoniozzi, vice capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera come riporta la Repubblica.

"Il giovane tunisino che lo uccise dopo un'aggressione lo scorso febbraio - aggiunge Antoniozzi - ha visto riconoscersi l'imputazione di omicidio preterintenzionale e, con il rito abbreviato, la condanna tecnicamente è ineccepibile. Il problema nasce dalla imputazione che doveva essere, a mio avviso, di omicidio aggravato da futili motivi".

Danilo Salvatore Lucente Pipitone, chi era

Pipitone caporal maggiore dell’Esercito originario di Erice (Trapani), aveva 44 anni e lavorava all’ospedale del Celio. Si è arruolato nel 2002 in ferma volontaria annuale e come prima caserma di destinazione è stato distaccato proprio in città presso il XII reggimento bersaglieri. Si era poi specializzato come operatore sanitario dell’Esercito che aveva messo a frutto anche in missione di pace all’estero, come nell’incarico in Albania nel 2006. Infine era entrato in servizio al Celio, dove dal febbraio 2020 è stato impegnato nel reparto Covid.