La riforma di Roma Capitale prende finalmente slancio con l’avvio dell’iter parlamentare. La Camera dei deputati ha fissato per il 21 gennaio il termine per presentare la lista dei soggetti da ascoltare in commissione Affari costituzionali. Al centro del dibattito vi è la proposta di legge promossa da Paolo Barelli (Forza Italia) e Luca Sbardella (FdI), affiancata da un testo simile del dem Roberto Morassut. La riforma punta a colmare il divario di poteri e risorse tra Roma e le altre capitali europee, attribuendo alla città maggiore autonomia amministrativa e finanziaria. L’obiettivo è approvare la legge entro l’estate, avviando così un cambiamento storico per la Capitale.
L’iter parlamentare della riforma di Roma Capitale
L’iter della riforma di Roma Capitale è stato ufficialmente avviato con la convocazione della commissione Affari costituzionali. Entro il 21 gennaio, i gruppi parlamentari dovranno presentare la lista degli esperti e dei rappresentanti da audire.
La proposta di legge, firmata da Paolo Barelli e Luca Sbardella, ricalca un testo già presentato in passato da Roberto Morassut, che aveva raggiunto un consenso trasversale prima di arenarsi con la caduta del governo Draghi.
Il disegno di legge mira a dotare Roma di poteri comparabili a quelli di una Regione, esclusa la gestione della sanità, semplificando l’accesso a fondi europei e nazionali e aumentando le risorse amministrative della città.
Le principali modifiche della riforma
Come descritto dal Messaggero, la riforma prevede di assegnare a Roma un potere legislativo ampliato e maggiore autonomia finanziaria. Questo includerebbe l’accesso diretto ai fondi di coesione dell’Unione Europea e un rafforzamento del personale amministrativo, che potrebbe essere trasferito da altre amministrazioni statali e regionali.
Entrambi i testi di legge concordano sulla necessità di fornire alla Capitale "adeguati mezzi e risorse" per affrontare le sue funzioni. Per evitare conflitti con le competenze regionali, la gestione della sanità rimarrà sotto la supervisione del Lazio. Inoltre, non si creerà una nuova Regione, evitando così le complessità procedurali dell’articolo 132 della Costituzione.
Obiettivi e sfide per il futuro di Roma Capitale
Il progetto di riforma mira a modernizzare Roma, rendendola più efficiente e competitiva rispetto alle altre capitali europee. Diversi sindaci, tra cui l’attuale primo cittadino Roberto Gualtieri, hanno più volte sottolineato la necessità di maggiori risorse per affrontare le sfide amministrative e infrastrutturali della città.
L’obiettivo è raggiungere un’approvazione definitiva entro un anno e mezzo, cercando di evitare il referendum tramite il quorum dei 2/3 in Parlamento. Tuttavia, i tempi potrebbero allungarsi, considerando i passaggi previsti dall’articolo 138 della Costituzione.