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Nuova vita al Polo Interaziendale Trapianti (POIT). “Ora è più tecnologico e sicuro”

Nuova vita al Polo Interaziendale Trapianti (POIT). “Ora è più tecnologico e sicuro”

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Il Polo Interaziendale Trapianti (POIT), nato 18 anni fa dalla visione congiunta dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini e INMI Spallanzani ha una nuova “vita” con il trasferimento avvenuto nel mese di agosto di tutta l’attività operatoria presso il sesto piano del Padiglione Puddu del grande nosocomio romano. Tre sale operatorie di ultima generazione, un nuovo reparto di terapia subintensiva da 29 posti letto, camere a pressione controllata, il tutto secondo i più elevati standard tecnologici e di sicurezza.

Lavori e nuove attrezzature al POIT

A fare visita ai nuovi locali lo scorso 3 novembre il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, insieme al Direttore regionale Salute e Integrazione sociosanitaria, Andrea Urbani. Circa 3,2 milioni di euro per lavori edili e impiantistici e 770 mila euro per l’acquisizione di attrezzature di ultima generazione: questi sono i fondi investiti per sistemare l’area distribuita in circa 1100 mq. I lavori, realizzati in meno di due anni, hanno permesso la realizzazione di un blocco operatorio all’avanguardia guidato dal prof. Giuseppe Maria Ettorre: in questo modo si sono resi più efficienti i percorsi dei pazienti oncologici e trapiantologici provenienti da tutta Italia al POIT. Tra le dotazioni più innovative figura un sistema multimediale audio-video integrato, unico nel suo genere in Europa, che consente il live sharing in tempo reale dalle sale operatorie.

A soli tre mesi dalla piena operatività i risultati del POIT sono già incoraggianti. Nel periodo agosto–ottobre 2025 sono stati effettuati 187 interventi oncologici, con un incremento di 30 interventi – il 20% - rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (156 interventi), con il conseguente impatto sulle liste d’attesa. Le nuove sale operatorie hanno permesso la piena ripresa degli interventi di trapianto di fegato e di rene – che risultano, nonostante il “trasloco” in linea con i risultati record ottenuti lo scorso anno - garantendo continuità assistenziale e tempestività nella risposta ai bisogni clinici” scrivono dalla Regione.

Il San Camillo è un punto di riferimento pubblico per la città di Roma e dell’intero Lazio con un bacino di utenza molto ampio e una presenza essenziale nella rete ospedaliera regionale – commenta Angelo Aliquò, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini -. Modernizzare oggi non è un semplice rinnovamento: significa costruire l’ospedale che servirà alle persone di domani, riducendo i consumi energetici, migliorando la sicurezza e garantendo servizi più efficaci e sostenibili. Per noi l’accoglienza è parte imprescindibile della cura: miglioriamo ambienti e tecnologie per garantire un’assistenza all’altezza del nostro straordinario personale sanitario”.

Il trasferimento di una parte della chirurgia al San Camillo rafforza il polo ospedaliero integrato per i trapianti, una struttura che riunisce e valorizza le eccellenze provenienti dallo Spallanzani e dal San Camillo”, aggiunge Ettorre. “La sinergia tra il San Camillo e lo Spallanzani garantirà una maggiore sicurezza per i pazienti trapiantati, per quelli sottoposti a interventi chirurgici e per i pazienti affetti da infezioni acute o croniche, con un significativo beneficio in termini di sopravvivenza e qualità delle cure. Un aspetto fondamentale rimane quello della donazione degli organi, in particolare del fegato. Tutto questo impegno, infatti, non può esistere senza un incremento delle donazioni. È quindi essenziale la sensibilità e la consapevolezza delle famiglie, che al momento della proposta di donazione devono essere informate e sostenute nella comprensione del grande gesto d’amore e di solidarietà che stanno compiendo”.