Una nuova Mappa dei quartieri di Roma, risultato del lavoro congiunto delle tre università pubbliche della Capitale, di Istat e degli uffici di Roma Capitale, ridisegna i confini urbani per orientare in modo mirato servizi e trasporti. Il coordinatore scientifico Salvatore Monni, professore di Politica economica a Roma Tre, sottolinea il cambio di passo: «Decisiva anche per la mobilità. Incredibile sia mancata per così tanti anni».
Come cambia la mappa della Capitale
Il nuovo quadro nasce dall’incrocio tra dati e percezioni dei residenti. Spiega Monni: «Negli ultimi cinquanta anni la popolazione di Roma è rimasta sempre la stessa, circa 2 milioni e 800mila residenti. Quello che è cambiato è il luogo dove hanno scelto di vivere. Oggi infatti si sono spostati fuori dal Gra, nelle periferie o nei 120 comuni metropolitani: in aree che sono nate cioè in maniera spontanea».
Il progetto ha richiesto tempi lunghi e un metodo condiviso: «Il lavoro è durato quattro anni — prosegue — e si tratta della prima mappa partecipata, essendoci basati, sì sui documenti, ma anche sulle percezioni dei cittadini e della comunità».
Dati e percezioni per definire i quartieri
Il confronto con i residenti ha allineato confini amministrativi e vissuto quotidiano: «Perché i confini delle zone urbane non coincidevano con la percezione che ne avevano i cittadini. Con cui abbiamo fatto diversi incontri». Un perimetro non scontato: «Non è stato facile. È un insieme di cose: la storia, i suburbi e la percezione appunto che se ne ha».
Servizi pubblici e mobilità: dove intervenire
La mappa diventa strumento operativo per pianificare servizi e reti di trasporto. Monni chiarisce le priorità: «Programmare i servizi. Che si tratti di potenziare la mobilità, creare presidi sanitari, scuole, luoghi e palestre in cui praticare attività sportive oppure centri culturali, teatri e cinema». Un esempio concreto lega demografia e offerta: «Certamente. Se nelle zone esterne al Grande raccordo anulare ora vivono soprattutto giovani coppie con bambini, perché le case costano meno o perché ci sono più aree verdi, è naturale che si dovranno realizzare asilo nido. Mentre in zone centrali, come I e II municipio, dove invece ci sono più persone in là con gli anni, magari si penserà a realizzare un centro anziani o aree in cui combattere le ondate di calore. Perché fare il contrario avrebbe poco senso».
Capitolo trasporti: «È importantissimo, anche per concentrare gli sforzi di bus e metro. Per esempio la linea C della metropolitana in questo senso va benissimo perché copre i quartieri che registrano una maggiore densità abitativa».
Un vuoto lungo 49 anni e i prossimi passi
La mappatura mancava da 49 anni, nonostante la città sia profondamente cambiata. Monni osserva: «Non saprei, certo è incredibile che manchi da così tanti anni! Per esempio poteva essere fatto in occasione nel Nuovo piano regolatore del 2008. Quello che so è che esiste di tutte le grandi città europee e del mondo, rispetto alle quali Roma vanta il primato per insediamenti abusivi. Ora sta alla politica trasformare la Mappa in realtà.»