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"No al deposito di scorie nucleari", continua la mobilitazione nella Tuscia (VIDEO)

"No al deposito di scorie nucleari", continua la mobilitazione nella Tuscia (VIDEO)

NO SCORIE NUCLEARI

Continua la mobilitazione della Tuscia contro il deposito di scorie nucleari

Ospite in collegamento: Antonio Menghini, Comitato "No Scorie Tuscia"

È unanime il grido d'allarme della Tuscia, territorio a nord del Lazio, dove con tutta probabilità dovrebbe sorgere il Deposito nazionale e parco tecnologico (Dnpt) destinato a mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi di tutta Italia. Il territorio, in allarme da anni, continua la sua mobilitazione per impedire che l'impianto sorga proprio qui.

Il territorio, infatti, era stato inserito nella Carta nazionale delle aree idonee (Cnai), pubblicata alla fine del 2023 dal ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase): qui dovrebbero essere depositati i derivanti dagli impianti nucleari dismessi (Caorso, Latina, Trino vercellese e Garigliano), dai settori della medicina, della ricerca, dell’industria.

Il Comitato: "Le nostre ragioni inascoltate"

"Insieme ad accademici, ricercatori, esperti abbiamo dimostrato l'incompatibilità fra la Tuscia nel suo insieme e il progetto del deposito di scorie nucleari - ha spiegato Antonio Menghini -. Abbiamo cercato di far capire che questo territorio ha una forte vocazione agricola e che l'impianto in questione la comprometterebbe. Pensiamo solo a prodotti che sono un'istituzione per questo quadrante del Lazio: l'olio di Canino, la nocciola, l'asparago. Eccellenze che non osiamo immaginare come finirebbero se questo progetto andasse in porto davvero"-

"Le ragioni che abbiamo esposto sono state sostenute dalle istituzioni, da tutti i sindaci, rappresentanti alla regione Lazio e dalle autorità religiose. Ragioni che, però, si sono scontrate con un vero e proprio muro di gomma, con interlocutori che sin qui hanno fatto finta di non capire, anzi peggio: non hanno sentito e non hanno visto" ha concluso Menghini.