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Nel Lazio prescrizioni anche dai privati accreditati: al via un progetto pilota

Nel Lazio prescrizioni anche dai privati accreditati: al via un progetto pilota

farmaco.free.pixabay

La Regione Lazio avvia un progetto pilota di sei mesi che consentirà ai medici specialisti delle strutture private accreditate di emettere ricette dematerializzate per visite, esami diagnostici e terapia farmacologica. L’iniziativa, a partecipazione volontaria, punta a rafforzare la continuità assistenziale e a contribuire alla riduzione delle liste d’attesa, senza introdurre una liberalizzazione generalizzata della prescrizione.

Cosa prevede il progetto

I medici delle strutture che aderiranno saranno abilitati al sistema informativo Sismed, così da collegare in modo univoco prescrizione, prescrittore e struttura. Le ricette potranno riguardare esclusivamente le branche per cui la struttura è accreditata e attive nei percorsi di presa in carico programmati dalla Asl di riferimento, e saranno utilizzabili solo nelle agende digitali interne della stessa struttura. L’adesione avverrà tramite richiesta alla Direzione regionale, con contestuale informazione alla Asl competente.

Ogni direttore sanitario dovrà trasmettere mensilmente alla Regione un rapporto con gli estremi del prescrittore, il codice identificativo del paziente, la diagnosi e il Numero di ricetta elettronica. Le strutture si impegnano inoltre a garantire disponibilità di agende per i primi accessi con priorità B e D almeno pari al volume del 2025, salvo diversa indicazione della Asl, per bilanciare domanda e offerta.

Il contesto e le finalità

Nel documento regionale si sottolinea che al momento “la capacità prescrittiva nell’ambito del Servizio sanitario regionale risulta attualmente riconosciuta alle strutture sanitarie pubbliche, nonché ad un numero circoscritto di strutture private accreditate individuate nell’ambito della programmazione regionale – si legge nel progetto pilota definito dalla Regione -. L’attuale configurazione, caratterizzata da una limitata estensione della capacità prescrittiva agli erogatori privati accreditati, determina un assetto eterogeneo che può incidere sulla continuità dei percorsi assistenziali e di aderenza alle cure, comportando, in particolare, il ricorso a passaggi intermedi nella gestione del follow-up e potenziali effetti in termini di appropriatezza prescrittiva e tempi di accesso alle cure”.

La Fimmg Lazio evidenzia che il medico coinvolto “non riceve semplicemente una capacità prescrittiva generalizzata, ma opera all'interno di un percorso organizzato e tracciabile”.

Obiettivi attesi per i cittadini

Il provvedimento mira a rendere più rapido l’accesso alle terapie e a semplificare i passaggi tra visita, prescrizione e controlli. Nel documento si legge: “il provvedimento – si legge nel documento - rende più agevole e immediato l’accesso alle terapie di prima introduzione farmacologica, consentendo la prescrizione diretta da parte dello specialista a conclusione della visita”.

Si punta inoltre a percorsi più lineari: “la prescrizione nativa da parte dello specialista include anche le successive prestazioni di controllo, garantendo al cittadino una transizione fluida e priva di ostacoli amministrativi tra le diverse fasi della cura”.

Tra gli effetti attesi anche un alleggerimento delle attese: “l'eliminazione dei flussi di controllo e follow-up impropriamente prescritti come prime visite libera quote di disponibilità nei sistemi di prenotazione, riducendo i tempi di attesa per i primi accessi”.