La Regione Lazio estende a tutto il territorio il modello del consultorio «Al Quadraro» con l’apertura di 9 nuovi centri inclusivi dedicati alle donne con disabilità, fragilità psicologiche e condizioni di disagio socio-economico. La delibera, approvata nei giorni scorsi e firmata dall’assessore regionale all’Inclusione sociale Massimiliano Maselli, di concerto con il presidente Francesco Rocca e l’assessore alle Pari opportunità Simona Baldassarre, porta così da uno a dieci il numero dei consultori ispirati a questo modello e ne prevede la replicazione in tutte le Asl del Lazio.
Che cosa prevede il nuovo modello
Il progetto mette al centro una presa in carico personalizzata e l’accesso facilitato ai servizi, anche attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche. I percorsi integrati comprendono il benessere psicologico con interventi individuali o familiari, l’area ostetrico-ginecologica con visite, ecografie, pap test, mammografie e accompagnamento alla nascita, oltre a un supporto legale per la gestione di problematiche connesse alla condizione di fragilità. Le attività si svolgeranno in stretta collaborazione con il servizio Tobia.
«La condizione delle donne con disabilità è spesso aggravata da ulteriori fattori di vulnerabilità — ha spiegato Maselli — per questo la Regione intende promuovere e diffondere modelli organizzativi a misura di persona capaci di rafforzare l’integrazione, garantire un accesso facilitato ai servizi di prevenzione e cura e ridurne le disuguaglianze specie in ambito di salute sessuale e riproduttiva, anche in collaborazione con il servizio Tobia».
Il riferimento: il consultorio «Al Quadraro»
Attivo dal 2004 e inserito nel dossier Salute 2022 tra le buone pratiche nazionali, «Al Quadraro» è considerato un modello replicabile grazie a un approccio olistico fondato sulla fiducia tra paziente e personale altamente formato, nonché sulla riduzione dei tempi di attesa e sul facile accesso alle prestazioni. «Questo consultorio, che è sostenuto anche dal Vicariato di Roma, è un vero e proprio pezzo di storia della Capitale e oggi vogliamo si trasformi in una realtà che viene replicata in tutto il Lazio — ha aggiunto ancora l’assessore Maselli —. Perché fornisce assistenza e dà attenzione, anche da un punto di vista di orientamento e informazioni, a donne fragili, disabili, ma anche a tante vittime di abusi e di violenza».
La cornice degli interventi regionali
L’iniziativa si inserisce nella strategia volta a consolidare l’integrazione socio-sanitaria, di cui fanno parte il Piano regionale per autismo 2025-27, orientato a continuità assistenziale e diagnosi precoce con procedure uniformi sul territorio, e il progetto Tobia dedicato a persone con disabilità gravi e gravissime. «La vera scommessa di questa legislatura è arrivare a una reale integrazione socio-sanitaria — ha concluso — e a una presa in carico integrata».