A un anno dalla scomparsa di Alexei Navalny, anche a Roma si è reso omaggio alla figura dell’oppositore russo con una cerimonia commemorativa che si è svolta ieri nella Chiesa di Sant'Antonio, in via Carlo Alberto. L’evento – organizzato tra gli altri dall’associazione Russi contro la guerra - ha riunito cittadini, esponenti politici e attivisti per celebrare la memoria di un uomo che ha dedicato la sua vita alla difesa della libertà e della democrazia.
Navalny, la cerimonia a Roma
La funzione religiosa, iniziata alle 18:50, ha visto la partecipazione di numerosi presenti, proprio nello stesso luogo in cui, dodici mesi fa, molti si erano ritrovati dopo la notizia della morte di Navalny e nel giorno del suo funerale. Al termine della celebrazione, i partecipanti si sono spostati in un locale vicino per proseguire il momento di raccoglimento in un clima di condivisione e confronto.
Nel corso della giornata, è stato deposto un fiore davanti al monumento dedicato a Giacomo Matteotti, in ricordo di un’altra figura che, come Navalny, ha pagato con la vita la sua lotta contro l’oppressione. Il senatore del Partito Democratico Filippo Sensi, promotore dell’iniziativa, ha sottolineato l’importanza di mantenere vivo l’esempio di Navalny e di tanti prigionieri politici in varie parti del mondo, come in Iran, Bielorussia e Georgia.
Alla commemorazione hanno preso parte diverse personalità del panorama politico italiano, tra cui Cecilia D’Elia (Pd), Carlo Calenda (Azione), Ettore Rosato (Italia Viva), Riccardo Magi (+Europa) e altri esponenti del centrosinistra, tra cui Roberto Giachetti e Luciano Nobili. Durante il suo intervento, Magi ha evidenziato il legame simbolico tra Matteotti e Navalny, entrambi vittime della repressione di regimi totalitari, accomunati dalla determinazione nel difendere i principi democratici a costo della vita.