Nei giardini di Piazza Vittorio Emanuele II, nel cuore dell'Esquilino, prende il via da oggi al 27 settembre la quarta edizione di Multi, il festival che racconta la capitale attraverso le voci e le tradizioni delle comunità che la abitano. Oltre trenta comunità di residenti provenienti da altrettanti Paesi condividono con Roma culture, lingue e storie, portando in scena più di cinquanta piatti e un calendario con oltre ottanta appuntamenti tra incontri, musica e performance.
Un inizio nel cuore dell'Esquilino
Piazza Vittorio Emanuele II, da sempre crocevia di esperienze e sensibilità diverse, diventa palcoscenico di una manifestazione interamente dedicata alla Roma plurale. L’obiettivo è valorizzare la ricchezza sociale e culturale che anima il quartiere e l’intera città, mettendo al centro il dialogo tra comunità e generazioni. Gli spazi dei giardini ospitano stand gastronomici, aree di dibattito e un palco per musica e danza, con una programmazione continua e accessibile che punta a coinvolgere residenti e visitatori.
Il programma tra cibo, musica e confronto
La serata inaugurale è dedicata a 'Roma città dei diritti. Ripartiamo da Spin Time', con la partecipazione di Mario Martone, Nicola Lagioia, Anne Morelli, Franco Lorenzoni, Tiziana Biolghini, Barbara Bonomi, Margherita Gentile e Paolo Perrini, per interrogarsi su una domanda che attraversa tutto il festival: di chi è la città? L’attenzione si concentra sui grandi temi del presente e sulle esperienze che compongono il mosaico sociale romano.
Mappe: gli incontri a cura di Internazionale
Novità dell'edizione 2026 è Mappe, il ciclo di incontri curato dalla rivista Internazionale e ospitato per la prima volta da Multi, con appuntamenti previsti da domani, 25 settembre. Si inizia con 'L'Atlante delle frontiere', per proseguire con 'Dov'è il Medio Oriente?' e 'La rinascita della Corea del Nord, il 26, per chiudere con 'Gaza, le mappe della distruzione' il 27 settembre. Un percorso pensato per leggere l’attualità attraverso il linguaggio delle mappe, mettendo a fuoco confini, trasformazioni geopolitiche e memorie collettive.
Sapori dal mondo e showcooking
La vera novità del 2026 è la nuova area Showcooking, allestita in Area Porta Magica, dove per la prima volta le comunità cucinano dal vivo le proprie ricette e tradizioni. Il calendario prevede l’Afghanistan (24/9), Mozambico e Bolivia (25/9), Azerbaijan e Sierra Leone (26/9), Taiwan e Capo Verde (27/9). L’offerta gastronomica cresce anche nel Multi Food Village, che si amplia e propone un nuovo menù con oltre cinquanta piatti curati dalle comunità del mondo, tra cui le novità di quest’anno dedicate alla cucina di Egitto, Mozambico e Nigeria. Un percorso di sapori pensato per raccontare origini, saperi e ingredienti che oggi fanno parte a pieno titolo dell’identità culinaria della capitale.
Musiche e danze dal mondo sul palco centrale
Il palco centrale ospita una rassegna di suoni e coreografie dai diversi continenti. L’apertura, il 24 settembre, porta in scena Ancestros (Colombia) e il Concerto per la Palestina. Il 25 settembre è la volta della danza classica indiana Kuchipudi. Il 26 settembre arriva il concerto “Suonomar – La Cumbia”, mentre il 27 settembre chiude la Diablada boliviana. Una proposta eterogenea che intreccia tradizione e contemporaneità, con l’intento di valorizzare il patrimonio artistico delle comunità presenti a Roma.
Promotori e patrocini
Il festival è promosso da Slow Food Roma, Lucy sulla cultura e Polo Civico Esquilino Poleis, con il patrocinio di Roma Capitale, Municipio I Roma Centro, Città Metropolitana di Roma Capitale, Cna Roma e Ama. La sinergia tra associazioni, realtà civiche e istituzioni sottolinea il radicamento territoriale della manifestazione e la vocazione a fare dei giardini di Piazza Vittorio Emanuele II uno spazio di incontro, partecipazione e conoscenza reciproca.
Una città raccontata dalle sue comunità
Multi propone un viaggio nella Roma multiculturale che si esprime attraverso cibo, musica e dibattiti, offrendo occasioni di ascolto e confronto su temi cruciali della convivenza urbana. L’intreccio tra appuntamenti culturali e momenti conviviali punta a rendere accessibile ogni proposta, in un contesto informale e aperto, rispettando la natura inclusiva dei giardini dell’Esquilino. La presenza di più di trenta comunità, unite dalla volontà di condividere saperi e tradizioni, trasforma per quattro giorni uno dei luoghi simbolo della città in un laboratorio di cittadinanza attiva e consapevole.