Vince e parla portoghese José Mourinho. Dice che in italiano non si sa esprimere al meglio. Esagera, in segno di protesta. Il motivo? L’inchiesta aperta nei suoi confronti dopo le parole su Marcenaro e Di Bello. Può farlo col sorriso sulle labbra, perché la sua Roma ha vinto con il Sassuolo e può continuare la rincorsa alle zone europee.
Mourinho parla in portoghese

Dopo la partita, ai microfoni di Dazn, Mourinho parla in portoghese e spiega: “Sto parlando in portoghese perché il mio italiano non è sufficientemente forbito per esprimere determinati concetti. Io ho parlato di una qualità che nella vita e nel calcio e necessaria per poter rendere ai massimi livelli. Ringrazio Pinto e la proprietà che nelle ultime 24 ore mi hanno dato sostegno e fiducia, che servono per svolgere questo lavoro”.
Poi parla dei Marcenaro, l’arbitro della gara: “Qualcuno potrebbe pensare che sarebbe facile dire che l’arbitro ha fatto bene dopo una partita in cui c’è stato un calcio di rigore e un cartellino rosso, ma è vero. Ha gestito molto bene i 90 minuti, a differenza di altre in cui forse ha dimostrato qualche lacuna”.
E ha aggiunto: "A Dionisi ho semplicemente detto che per ricevere fair play è necessario darlo e nel Sassuolo c’è un giocatore particolare che in questo è carente".
Sulla partita ha dichiarato: “Sono molto contento della squadra, è una vittoria importante, sofferta e soprattutto meritata. Anche quando eravamo sotto 1-0 stavamo giocando meglio noi. Il risultato mi lasciava frustrato, ma allo stesso tempo ero ottimista, perché stavamo facendo bene. Contento per tutti i tifosi che sono venuti fin qui, ma voglio dedicare questi tre punti a Foti, che ha lavorato moltissimo per studiare l’avversario".
Le parole di Pinto
Tiago Pinto, ai microfoni di Dazn, ha difeso l’allenatore giallorosso: “È arrivato il momento di dire basta. Finora non abbiamo ricevuto nessuna inchiesta dalla Procura, e mi fido del loro buonsenso. Anche perché ci sono allenatori con atteggiamenti e dichiarazioni molto più brutti della Roma e non è successo nulla. Quello che ha detto Mourinho ieri non è un'offesa a nessuno. Marcenaro non ci ha mai arbitrato e da quarto uomo ha sempre espulso qualcuno dalla panchina. Se non veniamo a parlare ci multano, se invece decidiamo di farlo dobbiamo dire quello che vogliono loro. Noi stiamo cambiando il nostro atteggiamento questa stagione, oltre a cercare di fare le cose fatte bene, però se un allenatore come Mourinho non può usare l'espressione "stabilità emozionale" non so più cosa possiamo dire", ha concluso il dirigente della Roma.