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Morte in ospedale a Frosinone: il giudice valuta l’archiviazione

Morte in ospedale a Frosinone: il giudice valuta l’archiviazione

ospedale

Un uomo di 76 anni residente a Supino è deceduto nel giugno 2025 all’ospedale di Frosinone dopo la rottura di un aneurisma. La vicenda, riaperta dall’istanza dei familiari, è ora al vaglio del giudice che dovrà stabilire se accogliere la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura o proseguire con il procedimento.

Il caso e i primi interventi

Secondo quanto ricostruito dai parenti, l’anziano aveva accusato un dolore intenso a un fianco, era caduto a terra e non riusciva più a muoversi. A dare l’allarme sarebbe stato un vicino di casa, che avrebbe contattato il 118. Il trasferimento in ospedale è avvenuto in emergenza, ma l’uomo è deceduto poco dopo l’arrivo nel presidio del capoluogo ciociaro.

Le valutazioni della Procura

La Procura di Frosinone ha analizzato la condotta dei sanitari e ha chiesto l’archiviazione, ritenendo non provato che un diverso comportamento avrebbe potuto evitare la morte. Per l’ufficio inquirente, la rottura dell’aneurisma avrebbe determinato un quadro clinico ormai irreversibile, con margini di sopravvivenza estremamente ridotti.

Le contestazioni della famiglia

Gli avvocati Pietro Polidori e Nicoletta Cervia, che assistono il fratello del deceduto, sostengono che un intervento più tempestivo avrebbe potuto offrire una chance in più. Tra le ipotesi indicate figurano un consulto immediato da remoto con un chirurgo vascolare e, se compatibile con le condizioni del paziente, l’attivazione dell’elisoccorso per il trasferimento in un centro specializzato e un eventuale intervento chirurgico d’urgenza. Il nodo, per la difesa, riguarda la fase precedente alla rottura o quella immediatamente successiva, quando un percorso d’urgenza avrebbe potuto incidere sull’esito.

La decisione attesa del giudice

Il giudice si è riservato di valutare gli atti e dovrà stabilire se archiviare o far proseguire il procedimento. In quest’ultimo caso, potrebbe profilarsi una richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo nei confronti del personale che prese in carico il 76enne. La decisione dovrà chiarire un punto centrale: se, in quelle condizioni e nei tempi disponibili, un intervento diverso avrebbe potuto cambiare l’esito della vicenda.