Un 33enne di origine tunisina già noto alle forze dell’ordine: è l'identikit di Mohamed Abidi ricercato perché sospettato dell’aggressione a seguito della quale è morto il caporal maggiore Danilo Lucente Pipitone.
Il 30enne già intercettato dalle forze di polizia negli scorsi anni potrebbe avere altre identità ed andare in giro con documenti falsi. Sono in corso verifiche sulle impronte digitali per incrociare i dati e scoprire se sia stato fermato con altre identità.
I precedenti del ricercato
Mohamed Abidi, riporta il Corriere della Sera, sarebbe noto alla polizia dal 2013 come risulta da un atto dell'Ufficio Stranieri della Questura di Roma e successivamente è stato arrestato per spaccio di droga. Uscito di prigione nel 2018 è stato poi identificato dall'Ufficio Stranieri della Questura di Rieti.
Nel 2015 Abidi era stato accusato insieme ad altri due connazionali di aver picchiato e violentato alcune prostitute sotto la minaccia di un coltello nella zona di San Giovanni a Roma. L’accusa nei confronti dei tre era di violenza sessuale e rapina aggravata in concorso.
Danilo Lucente Pipitone è stato aggredito nella notte tra venerdì e sabato in via a Centocelle da un uomo che sarebbe scappato su una Fiat 500 presa a noleggio forse con un complice lasciandolo in un lago di sangue.
Ancora da chiarire il motivo dell’aggressione, forse una rapina finita male, ma anche il motivo che ha portato il militare che abitava nella cittadella militare della Cecchignola, venerdì sera per le strade di Centocelle.
(eg)