Venerdì 10 luglio i mercati contadini arriveranno in settanta ospedali italiani per promuovere il primo patto nazionale tra agricoltori e medici a tutela della salute dei cittadini. Nel Lazio l’appuntamento è a Viterbo, nel piazzale dell’Ospedale Santa Rosa, dalle 9 alle 13, con eventi anche a Roma alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e all’Ospedale Isola Tiberina - Gemelli Isola, e a Frosinone all’Ospedale Fabrizio Spaziani.
L’iniziativa a Viterbo e nel Lazio
L’azione congiunta nasce per rimettere al centro delle abitudini quotidiane il cibo che fa bene, capace di prevenire malattie e migliorare la qualità della vita, contrastando alimenti di origine incerta o manipolati. La tappa viterbese, ospitata al Santa Rosa, punta a rafforzare il legame tra agricoltura, sanità e comunità locale con prodotti stagionali e tracciabili ispirati alla Dieta Mediterranea.
Un patto tra agricoltori e medici
L’iniziativa è promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, lanciata insieme alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e a numerose strutture sanitarie di eccellenza in tutta Italia. Tra queste, il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, l’Istituto Giannina Gaslini di Genova, l’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola Malpighi di Bologna, il Mater Olbia Hospital, l’Ospedale Pediatrico Santobono Pausilipon di Napoli e il Regina Margherita di Torino.
Gli alimenti nel mirino e i benefici della Dieta Mediterranea
Il patto mira a contrastare pratiche e prodotti che aumentano il rischio di malattia, come l’olio miscelato per risultare extravergine, il grano trattato con glifosate in pre-raccolta consentito in Paesi extra Ue ma vietato in Italia, e i cibi ultraformulati, associati a ben 32 effetti avversi che toccano soprattutto salute gastrointestinale, metabolica, respiratoria e cardiovascolare, oltre all’obesità. Nel mirino anche energy drink e prodotti ricchi di additivi chimici. Nei mercati allestiti in ospedale spazio a olio extravergine e pesce azzurro con grassi “buoni”, a legumi come ceci e lenticchie, a frutta secca come noci e mandorle, a pasta e cereali di qualità, ad agrumi, frutta e verdure ricche di antiossidanti. Il messaggio è chiaro: la salute si difende anche a tavola.
Le voci dal territorio
“Con questa iniziativa portiamo anche a Viterbo un messaggio fondamentale: la salute si difende ogni giorno, anche attraverso ciò che scegliamo di portare in tavola – dichiara Maria Beatrice Ranucci, presidente di Coldiretti Viterbo –. Il cibo locale, di stagione, tracciabile e legato alla Dieta Mediterranea, rappresenta un alleato prezioso per il benessere dei cittadini. Per questo è importante rafforzare il legame tra agricoltura, sanità e territorio, promuovendo scelte alimentari consapevoli e contrastando la diffusione di cibi ultraformulati, ricchi di additivi e lontani dalla nostra tradizione”.
“Abbiamo aderito con convinzione a questa iniziativa promossa da Coldiretti – commenta il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi – perché rappresenta un esempio concreto di come la promozione della salute possa nascere dalla collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio. Per la Asl di Viterbo la prevenzione è una priorità strategica e, attraverso il Piano aziendale della prevenzione, stiamo sviluppando un modello sempre più capillare, capace di raggiungere i cittadini non solo negli ospedali, ma anche nelle Case della Comunità e in tutti quei luoghi in cui è possibile diffondere la cultura della salute e dei corretti stili di vita. In questo percorso è fondamentale poter contare su partner come Coldiretti, con cui condividiamo l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull'importanza della prevenzione e di scelte quotidiane orientate al benessere.
“Siamo inoltre particolarmente soddisfatti – prosegue Bianconi - di ospitare questa iniziativa nel nuovo piazzale dell'ospedale Santa Rosa, uno spazio progettato non soltanto per offrire un'immagine moderna e accogliente della nostra struttura, ma per essere vissuto dalla comunità. Crediamo infatti che anche gli spazi esterni di un ospedale possano trasformarsi in luoghi di incontro, informazione e prevenzione, contribuendo a rafforzare il rapporto di fiducia tra il servizio sanitario e i cittadini”.