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Maxi blitz contro la ‘Ndrangheta all’alba: 44 arresti, anche nel Lazio

Maxi blitz contro la ‘Ndrangheta all’alba: 44 arresti, anche nel Lazio

UFFSTAMPA CARABINIERI FROSINONE - AUTO FIANCATA SERA - 28-08-2024

Dalle prime ore del mattino, un’ampio blitz condotto dai carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro e dal Ros, sotto il coordinamento della Dda, ha colpito la ‘Ndrangheta tra Calabria, Lazio, Piemonte e Lombardia. La vasta operazione ha portato all’emissione di 44 misure cautelari dal gip di Catanzaro: 15 persone sono finite in carcere, mentre altre 29 ai domiciliari. Le accuse spaziano dall’associazione mafiosa al traffico di armi, passando per reati contro la persona e il patrimonio aggravati dal metodo mafioso, fino allo scambio elettorale illecito e alla droga.

Blitz anti 'Ndrangheta, i dettagli dell'operazione

L'operazione antimafia è stata su vasta scala, scuotento in particolare la Calabria unitamente ad altre regioni italiane.

L'operazione, diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro con il supporto dei carabinieri e del ROS, ha smantellato una rete criminale accusata di reati legati alla ‘ndrangheta, tra cui associazione mafiosa, traffico di armi, violazioni sulle sostanze stupefacenti e reati contro la persona e il patrimonio con aggravanti mafiose.

Gli arresti nella politica

Fra questi spiccano alcune figure istituzionali del Comune di Badolato, in provincia di Catanzaro. Si tratta del sindaco, Giuseppe Nicola Parretta, il vicesindaco Ernesto Maria Menniti e il presidente del Consiglio comunale Maicol Paparo, accusati di scambio elettorale politico-mafioso.

L’indagine, coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai Ros, ha rivelato un sistema criminale che controllava il traffico di droga, le estorsioni e i rapporti politici.

Al centro dell’inchiesta, il boss Cosimo Damiano Gallace, che nonostante un ordine di carcerazione del 2020 continuava a gestire le attività del clan. Sono emersi anche episodi di riciclaggio e un affare legato ai dispositivi di protezione anti-Covid. Complessivamente, 15 persone sono finite in carcere e 29 ai domiciliari, tra cui esponenti politici e amministratori locali.