A dieci anni dalla notte del 24 agosto, il Presidente Sergio Mattarella ha diffuso una nota in memoria del terremoto che devastò l’Appennino centrale, con epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto. L’evento colpì numerosi comuni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, facendo di Amatrice il simbolo della tragedia. Nel suo messaggio, il Capo dello Stato richiama con forza il rafforzamento dei meccanismi di prevenzione sismica e di intervento.
Il messaggio del Quirinale
Nel passaggio centrale del testo, il Presidente ripercorre i fatti e indica la priorità della prevenzione.
"La notte del 24 agosto di dieci anni addietro, il violento terremoto che ebbe epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, nel cuore dell’Appennino centrale, colpì numerosi comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, a cui seguirono ulteriori sequenze sismiche fino agli inizi del 2017. Con il suo bilancio di 299 morti, 365 feriti e più di 40.000 sfollati, quel terremoto – delle cui devastazioni Amatrice è divenuta simbolo – costituisce una pagina drammatica della storia della Repubblica e funge da monito costante sulla necessità continua di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento da attuare al verificarsi dei fenomeni sismici a cui è soggetto il nostro Territorio". Così in una nota il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Solidarietà e primi soccorsi
Il Capo dello Stato richiama poi il ruolo decisivo del volontariato e del sistema di soccorso, elementi che hanno sostenuto le comunità colpite in Lazio e nelle regioni vicine.
"I volontari accorsi da tutta Italia - prosegue Mattarella - , il loro prezioso e generoso operato, insieme alla prontezza degli interventi delle Autorità di primo soccorso sono stati veicolo di aiuti e assistenza, portando anche un segnale di speranza e di ripartenza con cui si è dato inizio a un processo di ricostruzione. Così come in occasione delle altre catastrofi naturali che si sono registrate nel nostro Territorio, lo spirito di solidarietà che unisce il popolo italiano si è rivelato un efficace strumento di resilienza e contenimento dinanzi a calamità di così ampia portata e violenza".
Ricostruzione e responsabilità
Mattarella sottolinea l’urgenza di accelerare i tempi della ricostruzione, richiamando tutti a una responsabilità condivisa per il ritorno alla normalità.
"Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l’impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile ed è un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia. In questo giorno di memoria - conclude il Capo dello Stato - , mi unisco al dolore di coloro che hanno subito la perdita di familiari ed esprimo la mia vicinanza ai feriti e a quanti si sono ritrovati improvvisamente in condizioni di grande difficoltà".