Ai microfoni di Radio Roma, a margine dell’evento “I Tavoli del Mare” che si è tenuto a Fiumicino, è intervenuta Marietta Tidei, vicepresidente della Commissione Sviluppo Economico della Regione Lazio. Tidei ha sottolineato il peso strategico della Blue Economy per il territorio e la necessità di una pianificazione nazionale chiara per i porti, compreso quello turistico di Fiumicino.
“L’economia del mare vale il 7% del PIL regionale”
ha dichiarato Tidei: "Questo è un evento importantissimo, di cui va ringraziato chiaramente Angelo Perfetti, perché ha inventato questo format che credo sia molto proficuo.
L’economia del mare è una realtà, ed è nel Lazio una realtà che rappresenta circa il 7% del PIL regionale, quindi ha un peso di assoluto rilievo. Ma questo richiama tutti noi a una grandissima responsabilità: quella di mettere sul campo politiche pubbliche efficaci".
E ancora: "La Regione Lazio, nel corso degli anni, ha investito diversi milioni di euro e ha agito anche sul piano legislativo. Voglio ricordare che siamo la prima regione ad aver avuto, già nella passata legislatura, una legge regionale sulla Blue Economy, pensata per valorizzare tutte quelle competenze e imprese — numerosissime — che operano in questo settore: dalla logistica ai trasporti fino al turismo.
“Serve una misura dedicata per sostenere l’economia del mare”
Ha aggiunto Tidei: "Noi abbiamo il dovere di mettere in comunicazione queste realtà e di capire, attraverso un dialogo proficuo con gli enti locali, cosa possiamo fare di più. L’economia del mare significa anche riqualificazione dei nostri lungomare e impulso alle imprese.
Sarebbe bello — ed è una proposta che faccio spesso anche in qualità di vicepresidente della Commissione Sviluppo Economico — se potessimo varare una misura proprio a sostegno dell’economia del mare. Credo che sarebbe un segnale importante, in linea con le tante altre misure, sia legislative che finanziarie, che abbiamo messo in campo negli ultimi anni.
Il porto turistico
Sul porto turistico ha dichiarato: "È certamente un’opportunità per il territorio, ma è anche molto contestato. Io credo che i porti turistici dovrebbero essere inseriti nel piano nazionale dei porti, e questo non lo è: ce lo dobbiamo dire. Su questo ho quindi diverse perplessità.
È chiaro che siamo sempre favorevoli a iniziative di sviluppo locale che possano portare economia ai territori, ma credo che interventi come questo dovrebbero essere inseriti in una programmazione nazionale. I porti hanno sempre bisogno di una governance pubblica e di una direzione strategica chiara", ha concluso.