Pe ridurre le liste d'attesa, nel 2025 la Regione Lazio punta a rivoluzionare il sistema sanitario con l’assunzione di 14mila operatori sanitari e l’introduzione di un’unica centrale di prenotazioni. Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, ha dichiarato che la principale causa delle lunghe liste d’attesa risiede nella carenza di personale, che impedisce la gestione ottimale dei turni e sovraccarica medici e infermieri. Questo piano prevede l’integrazione delle agende di ospedali pubblici e strutture private convenzionate in un sistema centralizzato, garantendo maggiore trasparenza e una gestione più efficiente delle prestazioni sanitarie.
Liste d'attesa sanità, il piano di assunzioni
La Regione Lazio ha annunciato l’obiettivo di assumere 14mila operatori sanitari entro il 2025, finanziando il progetto con risorse proprie.
"Entro il 2025 ci siamo impegnati a assumere 14mila operatori sanitari con fondi nostri" ha dichiarato il Governatore Rocca al Corriere della Sera. "Il problema delle liste di attesa nasce da qui, dalla carenza degli organici, dall’impossibilità di garantire turni di personale, dal sovraccarico di lavoro che ricade su medici e infermieri"
Introduzione di una centrale unica di prenotazioni
Un’altra innovazione riguarda la creazione di un’unica centrale di prenotazioni, che integra le agende di ospedali pubblici e strutture private convenzionate. Questa soluzione tecnologica permetterà di monitorare in tempo reale le prestazioni sanitarie erogate e di identificare rapidamente le esigenze delle diverse ASL.
"Sapremo esattamente cosa succede in ogni Asl, qual è il fabbisogno di cure e in base a questo offriremo una risposta adeguata" ha sottolineato Rocca. "Intanto abbiamo distribuito alle aziende sanitarie 17 milioni per recuperare 400mila prestazioni non erogate entro i tempi previsti".
Sulle liste d'attesa, la Regione Lazio ha stanziato inoltre 17 milioni di euro per consentire alle aziende sanitarie di recuperare circa 400mila prestazioni che non sono state erogate entro i tempi previsti.
Il finanziamento mira a rispondere alle esigenze dei pazienti in attesa di cure e a ridurre il ritardo accumulato negli ultimi anni.
Riforma del ruolo dei medici di famiglia
Infine, Francesco Rocca ha auspicato una riforma del ruolo dei medici di famiglia, proponendo che siano obbligati a prestare servizio nelle nuove Case della Salute, realizzate grazie ai fondi del PNRR.
Questo cambiamento consentirebbe di integrare meglio le cure primarie con i servizi territoriali, migliorando la qualità dell’assistenza e riducendo la pressione sugli ospedali. La riforma, secondo Rocca, rappresenterebbe un ulteriore passo avanti per garantire un sistema sanitario più efficiente e vicino ai bisogni dei cittadini.