Lazio in coda nella classifica nazionale sulle prenotazioni di visite ed esami: secondo l’analisi della nuova piattaforma Agenas dedicata al monitoraggio delle liste d’attesa, nel primo quadrimestre 2026 la Regione mostra una quota molto bassa di ricette che si trasformano in appuntamenti effettivi, riportando al centro il tema della rinuncia alle cure.
I dati del monitoraggio
Per gli esami diagnostici nel Lazio la conversione prescrizione-prenotazione si ferma al 37.3%, il dato peggiore d’Italia, distante dalla Provincia autonoma di Bolzano che raggiunge il 73.4%. Sulle prime visite la Regione segna il 36.2%, secondo risultato più basso dopo l’Abruzzo (33.7%) e, anche in questo caso, molto lontano da Bolzano (67.7%). Agenas precisa: “a fronte di 100 prescrizioni fatte, si tratta di capire la percentuale di quelle realmente prese in carico con una prenotazione, evidenziando così per differenza la quota di quelle che scadono o a cui non fa seguito una prenotazione a carico del Sistema sanitario nazionale”.
Priorità e appropriatezza
Nel Lazio oltre la metà delle visite specialistiche è classificata con priorità P, 120 giorni: la percentuale raggiunge il 51.4%, quinta più alta a livello nazionale. Agenas osserva che in alcune Regioni la quota di priorità P “è estremamente elevata e questo dato appare non coerente con l’effettuazione di una prima visita o di un esame diagnostico che non sia di controllo”. Le realtà con i valori più alti sono Basilicata (85.5%), Campania (80.1%), Molise (71.5%) e Calabria (66.5%); tra le migliori Toscana (7.8%), Piemonte (8.2%) ed Emilia Romagna (8.8%). L’Agenzia segnala inoltre che “è stato già avviato un confronto con le singole Regioni, al fine di comprenderne le cause e ricondurre a maggiore omogeneità i comportamenti prescrittivi”.
Prescrizioni senza prenotazione
Secondo Agenas, “Si stima che una quota di questi mancati accessi al Cup, talvolta anche significativa (25-30%), può avere ragioni ‘fisiologiche’: il paziente sceglie di non utilizzare la ricetta, la prescrizione è stata chiesta per poterla esibire nell’ambito di una copertura assicurativa, oppure si verificano ripetizioni di ricette originariamente errate. Tuttavia, percentuali molto elevate di mancata presa in carico della ricetta sono indicative di una qualche difficoltà nella prenotazione di prime visite ed esami prescritti, che deve essere approfondita”.
Tempi rispettati e misure regionali
Restano comunque alti i tempi rispettati nel Lazio: 90.6% per le prime visite e 88.7% per gli esami diagnostici, sebbene in lieve calo rispetto al 2025. Per contenere le liste d’attesa, la Regione ha introdotto la riduzione della validità delle ricette dematerializzate per i primi appuntamenti e nuovi ambiti di garanzia.