Sono in arrivo provvedimenti per gli studenti maturandi che hanno affisso nei giorni scorsi su una porta di una classe del liceo Visconti di Roma una lista delle ragazze conquistate, 30 nomi e cognomi di studentesse "trofeo" che avrebbero avuto rapporti con loro. I responsabili sarebbero circa 7 ragazzi dell'ultimo anno. Non potranno essere sospesi visto che la scuola è finita e che dopo la maturità lasceranno il liceo. Inutile quindi per lo stesso motivo pensare ad azioni di volontariato nella scuola. Rimane quindi l'ipotesi di abbassare i voti dei ragazzi, primo quello in condotta.
Lista delle ragazze “trofeo” affissa al liceo: in arrivo provvedimenti
A decidere quali provvedimenti adottare sarà il consiglio di classe che si riunirà oggi. La preside del prestigioso liceo della Capitale, Rita Pappalardo assicura che quanto accaduto non verrà ridimensionato a "una goliardata". La dirigente scolastica ha spiegato all'Ansa che si tratta di "un episodio grave che non deve passare in silenzio" e sul quale si discuterà in Consiglio di classe. "Potrebbe esserci una sospensione simbolica, visto che l'anno è finito, e sicuramente una ricaduta sul voto di comportamento come anche un invito a partecipare ad attività di una associazione antiviolenza. Bisogna dare un segnale" ha aggiunto la preside.
Plauso per la dirigente del Visconti, da Anna Paola Sabatini, direttore generale Ufficio scolastico regionale del Lazio. "La scuola non può in alcun modo tollerare comportamenti di questo tipo e la pronta e decisa azione della dirigente scolastica ne è la chiara testimonianza" ha detto Sabatini all'Ansa.
La denuncia del collettivo studentesco
A denunciare quanto accaduto è stato il collettivo di studentesse "Visconti in rosa" che hanno indetto un'assemblea straordinaria martedì scorso il giorno dopo dell'affissione della lista "trofeo" sulla porta di una classe. "Questo atto non solo rappresenta una grave mancanza di rispetto verso la dignità delle ragazze coinvolte - ha scritto il Collettivo su Instagram - ma il fatto che gli autori si siano sentiti liberi di esporre pubblicamente tale lista evidenzia un'assente consapevolezza della gravità di tale atto e la presunzione di una legittimità nel compierlo inesistente e abominevole".