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Libri di testo a Roma: l’usato sul lungotevere Oberdan

Libri di testo a Roma: l’usato sul lungotevere Oberdan

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A Roma, il mercatino dei libri usati di lungotevere Oberdan torna il rifugio per centinaia di famiglie alle prese con il caro-scuola. Tra i banchi si cerca di contenere spese sempre più pesanti per i testi scolastici, come racconta la frustrazione di molti genitori della Capitale. «Anche quest’anno ho dovuto comprare libri nuovi che contengono gli stessi identici argomenti e differiscono solo per qualche foto o pagina dall’edizione precedente: è un’offesa alle famiglie che lavorano, che devono pagare il mutuo e magari anche gli studi a più figli nello stesso tempo».

Il quadro dei costi

Secondo il nuovo monitoraggio dell’Osservatorio Eures-Adoc sul caro-scuola 2026-27, per i genitori si profila una stangata complessiva attorno al miliardo solo per i libri di testo, a cui si sommano almeno altri 200 milioni per cancelleria, dizionari e dotazioni tecniche. Alle medie la spesa media annua è di 217 euro (+0,9% sul 2025 e +5,5% sul 2024), mentre alle superiori sale a 342 euro a studente (+3,3% sull’anno scorso e +12,1% in due anni).

Acquisti anticipati e criticità

L’acquisto dell’usato consente risparmi significativi. «Sono riuscito a risparmiare il 50% per i libri delle medie e il 40% per quelli del liceo», afferma un cliente. «Il segreto è ordinarli a luglio non appena esce la lista, per poi venire a ritirarli comodamente al rientro dalle ferie». Molti banchi accettano prenotazioni via WhatsApp o sito, ma restano le incertezze quando alcuni istituti indicano testi “consigliati” che si rivelano poi obbligatori: «Non è corretto perché veniamo a scoprirlo soltanto dopo l’inizio delle lezioni e questo comporta un onere non indifferente per i genitori».

Famiglie numerose e il ruolo dei banchi storici

Il rientro di settembre pesa sui bilanci: «Ci ritroviamo ad affrontare le spese per i libri scolastici proprio nel periodo in cui torniamo dalle vacanze estive e abbiamo meno disponibilità economica – precisa Leandro Politano, 46 anni –. Sarebbe più facile sostenerle se gli insegnanti non li pretendessero sin dal primo giorno di scuola». Per chi ha più figli, il riuso è spesso impraticabile: «Tra i miei figli c’è un solo anno di differenza, ma dalle medie al liceo non sono quasi mai riusciti a riutilizzare lo stesso libro perché dopo neanche 12 mesi era già stata pubblicata una nuova edizione o aggiunto un nuovo codice digitale per i contenuti integrativi».

Lo spirito solidale non manca: «Sarebbe bello se le scuole, alla fine dell’anno, ci dessero la possibilità di donare i libri usati agli alunni che provengono da famiglie più svantaggiate». Dal Banco 6 arriva un invito a vivere il mercato come presidio cittadino: «Il nostro è un luogo di ritrovo per tutti i romani – ricorda Alessandro Ranieri, 55 anni, storico venditore del Banco 6 –. Vogliamo essere di aiuto alle famiglie, offrire un contatto umano che altrove si è perso e far riscoprire il folklore e la bellezza del mercato dell’usato».