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Le radio commerciali compiono 50 anni. Ancora oggi simbolo di libertà e di modernità (VIDEO)

Le radio commerciali compiono 50 anni. Ancora oggi simbolo di libertà e di modernità (VIDEO)

RADIO

Amo la radio perché arriva dalla gente / Entra nelle case / E ci parla direttamente / E se una radio è libera / Ma libera veramente / Mi piace anche di più / Perché libera la mente.”

Queste sono forse le frasi più note di una delle canzoni italiane che già nella seconda metà degli anni 70 celebrava il fenomeno delle cosiddette radio libere. Si tratta di “La radio” di Eugenio Finardi, una canzone che è diventata il simbolo delle radio libere, che negli anni 1976 – anno in cui venne pubblicata la canzone – si stavano diffondendo in tutta Italia.

Fino al 1974 i privati non potevano aprire una stazione radio: la legge prevedeva che lo Stato avesse l’esercizio esclusivo della radiodiffusione circolare, tranne per alcune eccezioni dopo la caduta del regime fascista. Solo dopo la liberalizzazione dell’etere sancita dalla Corte costituzionale nel 1976 nascono in Italia le emittenti radiofoniche chiamate radio libere.

Oggi potremmo definire quelle radio come le radio commerciali e in questo 2025 compiono 50 anni e che ancora rappresentano il cuore di una rivoluzione che ha cambiato l’Italia tra il 1975 e gli anni ’90. E se l’anno appena trascorso si sono celebrati i 100 anni della radio in Italia targata EIAR e i 70 anni della tv, questo appena entrato ha l’onore di festeggiare i 50 delle radio libere. Radio Parma, Radio Milano International, Radio Roma sono state autentiche pioniere di un cambiamento che con il passare degli anni, ha pervaso molti ambiti della società.

La rivoluzione delle radio libere

Il dibattito sull’informazione in quei momenti era molto acceso e in particolare ruotava attorno alla rottura del monopolio della Rai, tanto che quelli erano i periodi in cui arrivavano le prime sentenze di liberalizzazione dell’etere. Una vera e propria rivoluzione.

Eccezionale è la sfida che queste radio hanno rivolto alle istituzioni e al monopolio della Rai, dando voce ad una generazione. L’influenza di queste radio parte dalla musica e arriva ai modi di dire, anticipando tendenze e dando vita a un mercato nuovo e vivace, riconosciuto anche a livello legislativo solo dopo anni di battaglie in tribunale con gli ordini di sequestro per le emittenti che occupavano l'etere in nome dell'articolo 21 della costituzione. Un esempio straordinario di libertà e modernità, ancora oggi ispirazione per il mondo della comunicazione.