Ospite in collegamento: Alessio D’Amato, consigliere regionale per “Azione”
La sicurezza stradale torna al centro del dibattito nel Lazio con numeri che parlano da soli: sulle nostre strade si registra in media un decesso al giorno e gli incidenti restano la prima causa di morte tra i più giovani. In questo contesto nasce la nuova campagna regionale di sensibilizzazione, dal titolo diretto, e pensato per i ragazzi: “In strada skippa il resto”. Un messaggio che richiama allo slang giovanile e invita ad una sola priorità quando si è al volante: guidare in modo attento e responsabile.
La campagna punta a parlare alla Generazione Z, in particolare ai neopatentati, promuovendo una condotta prudente: occhi sulla strada, rispetto dei limiti di velocità e delle regole del Codice. Ma il problema non riguarda solo i più giovani: anche gli adulti spesso eccedono con l’acceleratore, con esiti talvolta drammatici. Da qui l’urgenza di un approccio sistemico che vada oltre la sola comunicazione.
La prevenzione come unico strumento
Proprio di approccio strutturale parla il consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato, che da tempo lavora a una proposta di legge organica. Depositata da più di mille giorni, la proposta “Lazio strade sicure” vuole affiancare alla campagna un percorso stabile di prevenzione, educazione e interventi sui punti più critici della viabilità. Per D’Amato, infatti, comunicare è fondamentale, ma da sola non basta: occorrono misure concrete e coordinate sul territorio.
Il cuore del disegno normativo è la prevenzione. Tra i pilastri, accordi con gli Uffici scolastici regionali per portare in classe corsi dedicati, così da formare le nuove generazioni prima che inizino a guidare. A questo si aggiunge il finanziamento di corsi di guida sicura gratuiti per i neopatentati del Lazio, con l’obiettivo di aumentare la capacità di gestione delle situazioni di rischio. La legge ipotizza anche un coinvolgimento delle compagnie, per favorire una riduzione dei premi assicurativi a chi completa i percorsi formativi.
I risultati grazie alla prevenzione
I risultati attesi non sono teorici: lo scorso anno, grazie a un emendamento, sono stati finanziati 1.000 corsi per giovani conducenti, con evidenze positive in termini di consapevolezza e riduzione degli incidenti. La proposta include inoltre un supporto di tipo psicologico per le vittime di sinistri e un focus sugli utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti, motociclisti), spesso protagonisti dei casi più gravi nelle aree urbane più trafficate.
Grande attenzione è riservata alla sicurezza dei percorsi scolastici. Il testo prevede sostegno ai Comuni per interventi di prossimità: passaggi pedonali sopraelevati dove necessario, installazione di dissuasori di velocità, incremento dell’illuminazione stradale e riorganizzazione delle aree attorno ai plessi scolastici nelle fasce di entrata e uscita. Si tratta di soluzioni pratiche, già sperimentate con efficacia in molte città, capaci di diminuire sensibilmente i rischi nei punti più delicati della rete viaria.
Non solo prevenzione: investire sulle infrastrutture è fondamentale
Non meno importante è il capitolo delle infrastrutture: la proposta prevede fondi per la riqualificazione di passaggi pedonali nelle zone ad alto traffico, la messa in sicurezza di guardrail e barriere, e l’ammodernamento dei sistemi di illuminazione nelle aree critiche. Interventi mirati di questo tipo, oltre a salvare vite, riducono i costi sociali degli incidenti, che secondo le stime ricordate durante il dibattito sfiorano quasi un punto di PIL tra spese sanitarie, perdite produttive e impatti sull’economia. Un punto evidenziato anche per Roma, dove l’illuminazione migliore ha già mostrato effetti positivi sui sinistri notturni.
La strategia del Lazio si inserisce nello scenario europeo, con un orizzonte chiaro: centrare l’obiettivo 2030 di dimezzare morti e feriti gravi rispetto ai livelli attuali. Per farlo serve un lavoro integrato su quattro fronti: educazione, infrastrutture, tecnologia e controllo. E va affrontato anche il tema culturale, perché la distrazione – spesso legata allo smartphone – resta tra i principali fattori di rischio, insieme all’eccesso di velocità e alla guida in condizioni non idonee.
Lazio Strade Sicure ancora in attesa
Dal punto di vista istituzionale, la proposta “Lazio strade sicure” ha già superato un passaggio decisivo: in commissione è arrivata l’approvazione all’unanimità di tutte le forze politiche. Ora il passaggio in Aula è il crocevia per trasformare un impianto di misure condivise in interventi esecutivi, scalabili e misurabili. L’auspicio è che i tempi siano rapidi e che la stagione delle sole campagne si arricchisca di strumenti operativi stabili.
La sfida è concreta e riguarda istituzioni, scuole, famiglie e ogni utente della strada. Servono più comunicazione efficace, migliori infrastrutture, formazione continua e monitoraggio rigoroso, insieme al pieno rispetto del Codice della Strada. Solo così la campagna In strada schippa il resto potrà diventare il punto di partenza di un cambiamento reale, in grado di proteggere chi guida, chi cammina, chi pedala e chi si muove in città. Perché la sicurezza non è mai un dettaglio: è una responsabilità collettiva che può e deve salvare vite.