È stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio il bando “Costruire Futuro – Terza edizione”, un intervento promosso dall’Assessorato al Personale, Sicurezza urbana, Polizia locale, Enti locali e Università della Regione Lazio che mette a disposizione 520mila euro a favore delle realtà del Terzo settore. L’iniziativa è finalizzata a sostenere attività trattamentali negli istituti penitenziari del Lazio per migliorare la qualità della vita detentiva, garantire la tutela dei diritti fondamentali e favorire il reinserimento sociale delle persone private della libertà.
Obiettivi e ambito dell’iniziativa
Il bando punta a rafforzare percorsi strutturati all’interno delle carceri del territorio regionale, con interventi pensati per incidere sul benessere quotidiano delle persone detenute e per costruire opportunità concrete di rieducazione e di ritorno alla comunità. La programmazione regionale ribadisce l’importanza di un approccio integrato: il sostegno al percorso trattamentale si accompagna alla tutela della dignità e dei diritti, creando le condizioni per una riduzione della recidiva e una maggiore sicurezza sociale.
La misura si inserisce nel solco della collaborazione tra istituzioni e realtà sociali radicate nel territorio, privilegiando progetti capaci di rispondere a bisogni effettivi degli istituti penitenziari laziali e di generare impatti misurabili in termini di inclusione, partecipazione, salute e relazioni familiari.
Chi può partecipare e contributi disponibili
Il bando è rivolto a Organizzazioni non profit con sede legale nel Lazio, tra cui associazioni, cooperative sociali e soggetti equivalenti senza scopo di lucro, purché le finalità statutarie risultino coerenti con le tematiche proposte. Ogni organizzazione può presentare una sola proposta, mentre ciascun progetto può ottenere un contributo massimo pari a 23mila euro.
Il termine per la presentazione delle candidature è fissato al 22 ottobre 2026. L’orizzonte temporale così definito offre alle realtà del Terzo settore un margine adeguato per strutturare interventi solidi, modulati sui bisogni dei singoli istituti e sostenuti da partenariati qualificati.
Aree di intervento previste
I progetti dovranno concentrarsi su specifiche aree trattamentali considerate strategiche per la rieducazione e il benessere delle persone detenute. Rientrano tra le priorità il sostegno alla genitorialità e all’affettività, con attività mirate al mantenimento dei legami familiari e alla promozione di una genitorialità responsabile. È inoltre contemplato il sostegno al benessere psicofisico, che comprende iniziative sportive e percorsi di educazione alla salute, utili a rafforzare equilibrio, autostima e consapevolezza. Un ulteriore filone riguarda il sostegno all’espressività e alla creatività, attraverso laboratori artistici, teatrali e musicali capaci di stimolare competenze, linguaggi e forme di comunicazione non violenta.
La cornice delineata dal bando mira a valorizzare la funzione educativa delle attività in ambito penitenziario, promuovendo interventi che coinvolgano in modo continuativo i destinatari e che siano in grado di proseguire, quando possibile, anche oltre la detenzione.
Le parole dell’assessorato
“Con questo bando intendiamo dare piena attuazione all'articolo 27 della Costituzione italiana che stabilisce che la pena deve tendere al recupero della persona. Il carcere dev’essere un luogo di rieducazione, per mettere in sicurezza la nostra società. La detenzione non cancella i diritti umani né la dignità della persona: per questo le attività trattamentali, così come quelle lavorative e il diritto allo studio rappresentano una preziosa opportunità per costruire già in carcere un percorso che poi possa continuare fuori dal penitenziario allontanando i detenuti da una recidiva. Continueremo a lavorare in questa direzione perché è nelle carceri, più che altrove, che si misura la capacità delle Istituzioni di coniugare sicurezza, legalità e rispetto della dignità umana” sottolinea Luisa Regimenti, Assessore al Personale, alla Sicurezza urbana, alla Polizia locale, agli Enti locali e all’Università della Regione Lazio.
Scadenze e informazioni utili
La finestra di partecipazione al bando scade il 22 ottobre 2026. La pianificazione delle proposte richiede un’attenta definizione degli obiettivi, dei destinatari e delle metodologie, in modo da assicurare coerenza con le finalità regionali e con le priorità individuate negli istituti penitenziari del Lazio. La possibilità di presentare una sola candidatura per soggetto sollecita progettazioni mirate, basate su comprovate esperienze e su una chiara sostenibilità delle attività previste.
Con “Costruire Futuro – Terza edizione” la Regione Lazio conferma un impegno strutturale a sostegno dei percorsi rieducativi in carcere, riconoscendo il ruolo essenziale delle organizzazioni del territorio nel promuovere diritti, inclusione e possibilità concrete di reinserimento sociale.