Il nuovo ospedale del Golfo a Formia resta un progetto senza cantiere aperto mentre il quadro economico continua a lievitare. Secondo l’ultima delibera della Asl di Latina, che ha approvato il Documento di fattibilità delle alternative progettuali, il Docfap, la stima aggiornata raggiunge 241.898.365 euro. Il dato segna un aumento di oltre tre volte rispetto ai 75 milioni previsti nel 2018 per l’opera che dovrà servire il comprensorio del Golfo di Gaeta e il sud della provincia pontina.
Il quadro attuale dell’opera
La delibera approva un passaggio tecnico che consente di proseguire l’iter ma non avvia i lavori. L’ospedale, inserito da anni nella programmazione nazionale dell’edilizia sanitaria, resta quindi allo stadio preliminare. L’intervento è stato definito dalla documentazione della Asl come un presidio di riferimento per l’area del Golfo e per una parte significativa del territorio del Lazio, ma al momento esiste soprattutto sulla carta.
Una stima cresciuta in sei anni
Il percorso del progetto è segnato da una progressiva crescita dei costi. Nel 2018 il valore era fissato a 75 milioni. Nel 2021 la cifra era salita a 85 milioni. In seguito, su richiesta della Regione Lazio, il finanziamento era stato portato a circa 178,8 milioni. Con l’aggiornamento approvato dalla Asl di Latina si arriva ora a 241.898.365 euro. L’aumento supera di gran lunga l’incremento già registrato per altri interventi sanitari provinciali, evidenziando una dinamica particolarmente marcata nel caso del nuovo ospedale del Golfo.
Le ragioni indicate dall’azienda sanitaria
La stessa Asl riconduce l’aumento principalmente all’aumento dei costi di costruzione, ai rincari del mercato e agli approfondimenti tecnici sviluppati dopo le prime stime. Si tratta di fattori che hanno inciso sull’aggiornamento del quadro economico e che, secondo la documentazione, spiegano la differenza tra i valori stimati in origine e quelli oggi necessari per rispettare gli standard programmati.
Iter e tempistiche ancora sospese
A quasi sei anni dall’approvazione dello studio di fattibilità e a otto anni dall’inserimento tra le opere di edilizia sanitaria considerate di elevata utilità sociale, il cantiere non è partito. L’ultima delibera riguarda infatti la validazione del Docfap, documento propedeutico alle successive fasi progettuali. La sfida, per i prossimi mesi, sarà tradurre analisi e aggiornamenti economici in attività concrete sul territorio.
La localizzazione confermata a Formia
Resta confermata la scelta dell’area ex Enaoli a Formia come sede del futuro presidio. La Asl individua questa soluzione come quella con il miglior rapporto tra costi e benefici. La collocazione è ritenuta funzionale perché non interferisce con l’attività dell’ospedale Dono Svizzero e consente di centrare gli obiettivi della programmazione sanitaria regionale. La selezione del sito, ribadita negli atti, rappresenta un punto fermo all’interno di un iter che, sul piano economico, ha conosciuto continue revisioni.
Il dettaglio del quadro economico
La nuova stima prevede oltre 151 milioni di euro per i lavori e gli oneri di sicurezza. Circa 90 milioni sono indicati come somme a disposizione dell’amministrazione. Nel computo non rientrano i grandi apparati tecnologici sanitari e gli arredi che dovranno essere finanziati separatamente. Questa impostazione evidenzia come il costo finale dell’intervento potrà crescere ulteriormente quando verranno inserite le voci relative alle dotazioni tecnologiche e all’allestimento interno.