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Lazio, nuovo piano ricoveri: visite più rapide e stop al blocco ambulanze

Lazio, nuovo piano ricoveri: visite più rapide e stop al blocco ambulanze

Roma

Regione Lazio vara il nuovo piano per la gestione dei ricoveri ospedalieri, con obiettivi stringenti su tempi di visita, presa in carico e disponibilità dei posti letto. Il documento, destinato a tutte le aziende sanitarie, punta a rafforzare i percorsi in pronto soccorso e a ridurre le attese nei presidi di Roma e del resto del territorio regionale.

Gli obiettivi del piano

Secondo il testo, la finalità è “migliorare i percorsi di ricovero e di dimissione, a garantire un'adeguata capacità di accoglienza dei pazienti provenienti dal pronto soccorso e ad assicurare tempi di attesa coerenti con il livello di priorità clinica per i ricoveri programmati”. Tra i target operativi, l’avvio della visita entro 45 minuti per almeno l’80% dei pazienti in codice arancione e un tempo medio di 60 minuti dall’apertura della scheda alla visita medica. È indicata una permanenza media fino a 480 minuti dalla visita alla dimissione o alla decisione di ricovero, con estensione fino a 720 minuti per Terapia intensiva e Psichiatria; per il ricovero la permanenza media può arrivare a 1.000 minuti. Oltre le 12 ore dall’accesso scatta l’obbligo di presa in carico del paziente da parte dell’unità operativa di destinazione “Con la finalità – si legge nel documento - di rendere operativo il tempo di boarding (periodo in cui un paziente, dopo che i medici hanno deciso il ricovero, resta in attesa di un posto letto libero, ndr) e avviare le azioni proprie del percorso di ricovero”.

Nuova regia dei ricoveri

Il piano, che sostituisce quello del 2022, introduce una centrale operativa multiprofessionale h24, il Toh (Team operativo ospedaliero), incaricata di monitorare in tempo reale i posti letto e di assegnarli ai pazienti in attesa. La governance strategica dei flussi sarà affidata all’Ucaf, Unità di crisi aziendale. “Tale articolazione – si legge nel documento - consente di assicurare una chiara distinzione tra le responsabilità decisionali e quelle operative, garantendo al contempo un’integrazione continua tra le attività di programmazione e la gestione quotidiana dei percorsi assistenziali”. Il piano valorizza i percorsi appropriati alternativi al pronto soccorso, come case e ospedali di comunità, che “rappresentano il setting assistenziale di riferimento per la gestione dei bisogni a bassa intensità di cura e per specifiche condizioni cliniche, anche in collegamento con le attività di informazione e di indirizzo proattivo del Numero europeo armonizzato (NEA 116117)”.

Stop al blocco ambulanze

Previsto il superamento del cosiddetto blocco mezzo: i pazienti che arrivano con ambulanza dovranno essere presi in carico per il triage entro 30 minuti, mentre la sosta in barella sul mezzo deve restare un evento eccezionale e temporaneo. “Il fenomeno del blocco mezzo – si legge nel documento - determina una riduzione della capacità del Sistema di emergenza territoriale con ricaduta diretta sulla gestione delle richieste di soccorso, soprattutto se concentrato in una macroarea”. Il diniego all’accesso o l’invio verso un altro pronto soccorso è definito “un’opzione non prevista”.

Il quadro dei numeri

Nel 2025 i pronto soccorso del Lazio hanno registrato 1.819.429 accessi: il 74,7% autonomi, il 20,1% tramite 118 e lo 0,1% in elisoccorso. Prevalgono gli accessi a bassa e media priorità, con i codici azzurri circa al 40% e i verdi al 36%; gli arancioni sono il 17% e i rossi il 4,3%. Nella rete ospedaliera si contano 576.490 ricoveri ordinari e 239.441 in day hospital, per 815.931 dimissioni e 5.906.371 giornate di degenza. La degenza media per acuti è di 7,4 giorni e il tasso di occupazione supera il 79%, con valori più alti nelle discipline più coinvolte dal flusso dei pronto soccorso di Roma e del Lazio. Quasi il 50% dei ricoveri per acuti riguarda over 65 e oltre il 31% over 75; le principali cause sono malattie del sistema circolatorio, osteomuscolari, respiratorie e dell’apparato digerente.