La Regione Lazio ha pubblicato il nuovo avviso pubblico “Spazi di legalità 2026”, mettendo a disposizione 3 milioni di euro per la riqualificazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L’iniziativa, rivolta a comuni, province, Roma Capitale e Città Metropolitana di Roma Capitale, sostiene interventi di ristrutturazione finalizzati al riuso sociale degli immobili, con l’obiettivo di promuovere legalità, sicurezza e prevenzione del disagio.
Dotazione e ripartizione dei fondi
L’avviso prevede una ripartizione definita delle risorse. Sono stanziati 600mila euro per i progetti presentati da Roma Capitale, dai singoli municipi e dalla Città Metropolitana di Roma Capitale. I restanti 2,4 milioni di euro sono destinati alle proposte avanzate dagli altri comuni del Lazio e dalle province. La misura punta a valorizzare il patrimonio sottratto alle mafie, restituendolo alle comunità attraverso servizi e spazi di utilità collettiva sul territorio regionale.
Contributi e requisiti di accesso
Per ciascun progetto il contributo massimo è fissato a 200mila euro, a fondo perduto e fino al 100% dei costi ammissibili. Ogni ente o municipio può presentare una sola istanza di contributo. Non sono ammissibili proposte riferite a immobili che abbiano già beneficiato di finanziamenti regionali negli ultimi dieci anni. Le amministrazioni interessate potranno così programmare interventi mirati a rendere nuovamente fruibili immobili di particolare rilevanza sociale, con ricadute dirette nei quartieri e nei comuni del Lazio.
Il commento dell’assessora Regimenti
“Con il precedente bando abbiamo finanziato 18 progetti: edifici dove prima si svolgevano attività illecite sono diventati biblioteche, spazi di inclusione sociale, locali per servizi socioassistenziali e attività educative”. Ha spiegato l’assessora regionale alla Sicurezza, Enti locali, Polizia locale e Università, Luisa Regimenti.
“Restituire questi patrimoni alle comunità locali significa trasformare luoghi un tempo simbolo del potere criminale in spazi di crescita, inclusione e sviluppo collettivo”.