Roma, approvato in Commissione Bilancio l’emendamento che istituisce nel Lazio l’Osservatorio regionale sulle mutilazioni genitali femminili. Il nuovo organismo rientra nelle politiche di prevenzione a tutela di donne e minori esposti a pratiche vietate e riconosciute come gravi violazioni dei diritti umani.
"Grande soddisfazione per l’approvazione ieri in Commissione Bilancio del nostro emendamento grazie al quale verrà istituito l’Osservatorio regionale sulle mutilazioni genitali femminili (MGF)", lo annunciano i consiglieri regionali di Italia Viva Marietta Tidei e Luciano Nobili.
Mandato e funzioni
"L’Osservatorio sarà un organismo tecnico-consultivo permanente, istituito presso la Direzione competente in materia di sanità, con il compito di monitorare il fenomeno sul territorio, promuovere la raccolta e l’analisi dei dati, mappare i servizi sanitari e sociali esistenti e supportare la programmazione attraverso studi e rapporti periodici", chiariscono i consiglieri. La struttura, collocata presso la Direzione competente in materia di sanità, opererà come supporto stabile alla programmazione regionale, con analisi periodiche e indicazioni operative.
Composizione e approccio
Ai tavoli dell’Osservatorio siederanno rappresentanti delle istituzioni, degli ordini professionali sanitari e psicologici, insieme ad associazioni di migranti ed esperti in ambito giuridico e socio‑antropologico. La composizione multidisciplinare punta a coniugare prevenzione, informazione e percorsi di assistenza, rendendo più accessibili i servizi già attivi sul territorio e valorizzando l’integrazione tra sanitario e sociale. L’iniziativa si inserisce in un quadro normativo che vieta le mutilazioni genitali femminili e richiama il contrasto a pratiche lesive della dignità e dell’integrità personale.
Le parole dei promotori
"L’Osservatorio opererà a titolo gratuito, avrà durata triennale e contribuirà alla definizione di linee guida, protocolli operativi e iniziative di sensibilizzazione rivolte alle comunità interessate, sul solco di quanto svolge in maniera ottimale il Centro di riferimento regionale sulle mutilazioni genitali femminili, che opera presso l’ospedale San Camillo - sottolineano i promotori - Dietro ogni numero ci sono storie, vite, diritti da proteggere. Questo strumento nasce per dare voce a chi troppo spesso non ne ha, per costruire percorsi di fiducia e protezione e per affermare, con chiarezza, che la dignità e l’integrità di ogni donna e di ogni bambina non sono negoziabili". La presenza del Centro di riferimento presso l’ospedale San Camillo a Roma rappresenta un presidio essenziale per la rete territoriale.