Il Lazio vive settimane di forte pressione sulle scorte di sangue, con il mese di agosto che accentua la flessione delle donazioni. La Regione rientra tra le poche aree del Paese che non raggiungono l’autosufficienza e che quindi devono importare emocomponenti da altre zone d’Italia, con ricadute dirette sui percorsi oncologici e sugli interventi più complessi.
Il quadro regionale e il richiamo del ministero
Il «Programma di autosufficienza nazionale del Sangue e dei suoi prodotti-Anno 2026» del ministero della Salute conferma la criticità: «Le carenze sono ormai consolidate solamente nelle regioni Lazio, Sardegna e, in misura minore, Sicilia (per ragioni e quantità diverse)». Agosto si conferma il periodo più sensibile per l’intero sistema trasfusionale, quando le ferie riducono l’afflusso dei donatori e le riserve si assottigliano.
Il Centro Regionale Sangue ribadisce l’urgenza con un messaggio chiaro: «Le scorte di sangue non bastano mai: le riserve si esauriscono più in fretta in estate e durante le festività, proprio quando le donazioni calano». La richiesta è di intensificare la sensibilizzazione anche tramite i medici di famiglia, per sostenere la donazione di sangue in città.
Oncologia, la continuità delle cure a Roma
Dall’Ifo-Regina Elena arriva un monito che riguarda direttamente i pazienti fragili: «Ad agosto le città si svuotano e le donazioni di sangue calano, ma i tumori non vanno in vacanza». «Nei pazienti oncologici sottoposti a interventi chirurgici complessi - spiega Livio De Angelis, direttore generale Ifo - o a trattamenti come la chemioterapia è spesso necessario il supporto trasfusionale per correggere l’anemia o una riduzione delle piastrine. Sangue ed emocomponenti sono una risorsa essenziale per garantire la sicurezza degli interventi e la continuità dei percorsi terapeutici, che di certo non si interrompono ad agosto». «Donare il sangue è un atto volontario semplice, ma può essere vitale - sottolinea Maria Laura Foddai, Responsabile della Medicina Trasfusionale Ifo - A chi è in città chiediamo di venire a donare: in questo momento è davvero necessario».
Appelli dai policlinici della capitale
Dall’Umberto I l’invito è esplicito: «Con le partenze e il caldo le donazioni diminuiscono, ma interventi, terapie ed emergenze continuano tutto l’anno - ricorda l’Umberto I - Se hai tra i 18 e i 70 anni il tuo gesto può fare la differenza: 06.49976417». Anche il Policlinico Gemelli richiama la comunità romana: «In ospedale il bisogno di sangue resta alto 365 giorni all’anno, ma ad agosto la risposta della città rallenta. È proprio ora che il tuo gesto assume ancora più valore. Prima di partire, appena rientri, il prima possibile: scegli di fare la tua parte. Telefona al numero 06.30157262». In una fase di carenza strutturale, la capitale è chiamata a fare la differenza con un gesto semplice e decisivo.