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Lazio, gestione dei cinghiali: disciplinare valido fino a tre stagioni

Lazio, gestione dei cinghiali: disciplinare valido fino a tre stagioni

Testo del paragrafo (23)

La Regione Lazio introduce una modifica rilevante per la gestione del cinghiale. Con il Collegato al Bilancio viene estesa la validità del disciplinare regionale fino a tre stagioni venatorie, superando l’obbligo di rinnovo annuale e garantendo maggiore continuità operativa per gli Ambiti Territoriali di Caccia e per le squadre impegnate sul territorio.

Cosa prevede la nuova disposizione

La norma affida al presidente della Regione Lazio l’adozione del disciplinare per la gestione del cinghiale, previo confronto con gli ATC, entro la terza domenica di agosto. Il documento definirà modalità di esercizio della caccia, criteri di assegnazione e gestione delle aree vocate, con una validità che potrà arrivare a un massimo di tre stagioni. L’impianto regolatorio punta a offrire regole stabili e a ridurre passaggi amministrativi ripetitivi.

Tempistiche e ricadute operative

La scansione temporale fissata prima dell’avvio della stagione consente una programmazione pluriennale delle attività, con effetti attesi sulla semplificazione degli adempimenti e sulla coerenza degli interventi sul territorio del Lazio e dell’area metropolitana di Roma. L’obiettivo è un coordinamento più lineare tra ATC, squadre e strutture regionali.

Le finalità indicate dall’assessorato

L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Bilancio, Giancarlo Righini, ha indicato come la modifica sostenga una pianificazione più efficace dei controlli e una migliore tutela delle produzioni agricole e della sicurezza. «Abbiamo voluto dare una risposta concreta alle richieste provenienti dagli Ambiti Territoriali di Caccia, dalle squadre e da tutto il comparto venatorio – ha dichiarato l’assessore –. Regole più stabili e meno burocrazia permetteranno una migliore programmazione e una gestione più efficace della specie».

Confronto con il mondo agricolo e venatorio

La Regione sottolinea che il provvedimento rientra in un percorso di dialogo con agricoltori e comparto venatorio. La direzione è coniugare semplificazione amministrativa, cura e conservazione del territorio e una gestione più ordinata delle problematiche connesse alla presenza dei cinghiali nel Lazio.