Nel Lazio è scattata l'emergenza sangue, la prima dalla fine della pandemia. Le scorte non bastano a coprire il fabbisogno regionale e, con l’estate in corso, il divario tra richieste e disponibilità si è ampliato. A lanciare l’allarme è il Centro regionale sangue, che segnala un calo delle donazioni e l’incremento delle trasfusioni, con ripercussioni su Roma e su tutto il territorio.
Richieste in aumento e aiuti da fuori regione
Nel mese di luglio la carenza è diventata evidente, fino a richiedere supporto ad altre realtà. «Soltanto nei primi dieci giorni dello scorso mese abbiamo richiesto 120 unità, soprattutto di zero negativo e di zero positivo. Ci sono venuti in aiuto Bolzano e la Lombardia — racconta Serelina Coluzzi, responsabile del Centro regionale sangue —. E con le partenze per le vacanze il rischio è che dopo Ferragosto la situazione possa solo complicarsi».
Il trend dei primi mesi estivi conferma lo squilibrio. «A giugno avevamo registrato un incremento della raccolta del 2,6 per cento — spiega ancora Coluzzi — ma di pari passo anche le trasfusioni sono aumentate del 2,5. E la forbice si è allargata ancora a luglio quando l’attività operatoria non è diminuita mentre le donazioni sì».
Estate e incidenti: il fabbisogno non si ferma
L’attività ospedaliera non rallenta e le urgenze restano costanti. «Gli incidenti stradali gravi e gli interventi chirurgici come i politraumi si registrano tutto l’anno. I malati cronici o i pazienti ematologici necessitano di trasfusione anche in estate». Per questo l’invito è a programmare la donazione prima della partenza o al rientro. «È per questo che vorremmo ricordare a tutti i volontari di andare a donare prima di partire — l’appello della dottoressa Coluzzi agli storici come ai nuovi donatori —. Per chi non può proprio, è importante farlo appena tornati dalle vacanze, a settembre, quando la carenza e quindi l’emergenza da carenza di sangue saranno ancora più evidenti».
Il caldo e il ricambio generazionale
Quattro ondate di calore hanno reso più complesso recarsi nei centri di raccolta. «Chi dona con queste temperature così elevate è da considerare un vero eroe. Non è affatto facile, lo capiamo bene. Ma non bisogna dimenticare che donare il sangue è un gesto concreto di solidarietà che può salvare la vita. Da una sola sacca raccolta si possono ottenere tre diversi emocomponenti, ovvero globuli rossi, piastrine e plasma». Accanto alla carenza di sacche, pesa il poco ricambio tra i donatori. «C’è poco ricambio generazionale — ha concluso la responsabile del Centro regionale —, si sente forte la necessità di crearne di nuovi. Abbiamo chiesto aiuto anche alla Regione perché vengano attivate delle campagne informative e di sensibilizzazione mirate. Stiamo lavorando con le associazioni. Servirebbe creare una cultura della donazione andando anche nelle scuole in modo da raggiungere quanti più ragazzi possibile».
Chi può donare: requisiti essenziali
Per donare servono stile di vita sano, età tra 18 e 60 anni (estendibile a 70 con certificazione) e peso superiore a 50 chilogrammi; l’idoneità viene stabilita dal medico dopo colloquio. Non possono donare persone con malattie cardiovascolari, neoplasie, diabete, alcolismo cronico o tossicodipendenza. Un gesto semplice e necessario per sostenere gli ospedali di Roma e del Lazio in un momento di particolare pressione estiva.