Nel Lazio scatta di nuovo l’emergenza sangue. Il monitoraggio del Centro nazionale sangue segnala che a luglio le unità di globuli rossi prodotte sono state l’8,5 per cento in meno rispetto allo stesso mese del 2025, mentre le trasfusioni sono aumentate. È la prima volta dal periodo post-pandemico che riaffiora una carenza strutturale, aggravata dalle ondate di calore che hanno inciso sulla disponibilità dei donatori. La nota del Cns coinvolge anche Campania e Sicilia, ma il dato romano allarma per l’impatto sulla rete ospedaliera locale.
Raccolta straordinaria a piazza Mastai
Per reagire al calo, ieri in piazza Mastai, a Roma, si è tenuta una raccolta straordinaria sostenuta da Cns e Avis. L’appello, rilanciato anche dai volti noti, è chiaro: «Donare è importante e salva vite. Fa bene anche a voi». Un invito che punta a riportare continuità nella donazione, decisiva per interventi chirurgici, terapie oncologiche e gestione delle urgenze.
Regione e ministero: priorità ai giovani e alla cultura della donazione
Dal palco istituzionale, la Regione Lazio ha sottolineato la necessità di rafforzare la cultura del dono nelle comunità locali. «Quest’anno che c’è stato un segnale piccolo ma incoraggiante: nei primi sei mesi sono aumentate dell’1% le donazioni nel Lazio, ma allo stesso tempo è aumentato del 2% il fabbisogno — ha spiegato il presidente della Regione, Francesco Rocca —. Quindi l’aumento della generosità non ha purtroppo sopperito alle necessità. Va rafforzata la cultura della donazione all’interno di scuole e strutture sportive».
Presente anche il ministero della Salute. «È importante essere qui, in questa piazza, per una raccolta straordinaria di sangue — ha detto — perché donare è un atto di altruismo e significa contribuire a salvare tante vite. Significa poter effettuare interventi chirurgici, garantire le trasfusioni». L’impegno, condiviso con il Centro nazionale sangue e le università, punta a coinvolgere una nuova generazione di donatori, stabile e informata.
Il contributo del mondo dello spettacolo
Alla mobilitazione ha aderito anche il mondo della cultura. Dopo l’invito lanciato nei giorni scorsi da Paola Turci per la madre ricoverata al San Camillo, la piazza ha visto la partecipazione di volti televisivi come Marco Liorni, a sostegno della campagna cittadina. La presenza di testimonial intende rafforzare la consapevolezza pubblica su un gesto semplice e periodico che, a Roma e nel Lazio, resta essenziale per garantire la piena operatività della rete sanitaria.